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Politica internazionale

La corsa ai voti dei musulmani: il derby (suicida) della sinistra inglese

Un piano che finirà per consegnare l’Occidente agli islamici

Integrazione impossibile Nella fotografia grande musulmani in preghiera a Trafalgar Square prima dell'evento per la fine del digiuno durante il Ramadan. In quella piccola un volantino postato nei giorni scorsi sui social network da un politico locale inglese in cui invitava a discutere sulla sharia islamica

C’è un paesino di 350 anime scarse nell’Oxfordshire che si chiama Piddington e su cui si sta per abbattere una bufera politica senza precedenti. Nelle vicinanze di questo piccolo borgo di campagna l’Home Office vorrebbe, infatti, “scaricare” 1.256 richiedenti asilo, tutti maschi. Una cifra insostenibile che, stando a nuovi documenti recentemente pubblicati dall’Express, potrebbe lievitare fino a 3.500, ovvero dieci immigrati ogni cittadino inglese. Non deve quindi stupirci se lo scorso mercoledì i residenti di Piddington hanno votato, pressoché all’unanimità, l’indipendenza dal Regno Unito in un referendum popolare dal valore prettamente simbolico ma dal sapore fortemente politico.Ci sono poi altri tre paesini dell’Essex dove la presenza degli immigrati, anche questi tutti maschi e per di più molesti, ha spinto gli abitanti ad assumere guardie private per proteggere le proprie donne. E non si tratta di ronde con gente incappucciata più o meno affiliata a gruppi di estrema destra. A Braintree, Colchester e Chelmsford la sicurezza privata, che come spiega il Daily Mail sarà finanziata attingendo i soldi da un fondo di miglioramento della comunità, avrà il compito di “dissuadere il comportamento anti-sociale” degli immigrati e rassicurare gli inglesi. La misura, che prende il nome di “Operazione Vanguard”, si è resa necessaria dopo che il numero dei richiedenti asilo, che vengono ospitati nella vicina RAF Wethersfield, è stato fatto lievitare da 800 a 1.245 unità. È in questo clima di profonda divisione che Londra si appresta a un voto che per il partito di Andy Burnham rischia di essere un pesante test elettorale. Si tratta del seggio di Holborn and St Pancras lasciato vacante dall’ex primo ministro Keir Starmer dopo le sue dimissioni. L’appuntamento è per il prossimo 8 ottobre. Il Green Party, che inizialmente voleva schierare il consigliere locale di origini bengalesi, Hamza Chowdhury, ha puntato tutto sul leader Zac Polanski. Una mossa che ha messo in difficoltà i Labour che da sempre considerano Holborn and St Pancras un loro piccolo feudo. Secondo una recente indagine fatta da ThinkLabour, riportato dal Guardian, i Verdi sarebbero a quattro punti dai laburisti non solo nella City ma anche nella maggior parte delle circoscrizioni urbane del Regno Unito. Per questo la sfida per il seggio di Holborn and St Pancras diventa fondamentale. Una sorta di prova generale in vista delle prossime politiche. E per questo i Labour hanno deciso di scommettere su Sagal Abdi-Wali, rifugiata somala e già leader del Camden Council. Una scelta che finisce per aprire un derby tutto a sinistra che rischia, però, di spostare il baricentro sempre più in là. Non più uno scontro tra forze progressiste ma tra due estremismi. Non a caso, appena fatta partire la campagna per il voto, Polanski se ne è uscito sui social con un video in urdu, la lingua parlata dai pachistani. L’obiettivo, ovviamente, è raccogliere voti all’interno di una comunità che in Inghilterra ha un peso sempre maggiore ma la dice lunga (se ancora ce ne fosse bisogno) del piano suicida della sinistra. Un piano che viene attuato non solo nel Regno Unito e che finirà per consegnare l’Occidente agli islamici che oggi sono ancora minoranza ma che presto potrebbero essere maggioranza.

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