C’è una sola cosa che oggi in Europa non rischia lo spegnimento: la piazza violenta. Lagarde lascia la Bce per aiutare Macron, il Napoleone da salotto che non ha più un impero ma vuole nominare il cassiere. E in Italia, dove servono lavoro e industria, la sinistra prenota già i cortei. Lo sciopero contro la manovra è stato convocato prima del testo: la protesta precede i fatti, così i fatti non possono smentirla.
Poi una giudice libera Youssef Siher perché non ravvisa gravi indizi, ma essendo pro-Pal, c’è anche un grave indizio di poca obiettività. E quando la Cassazione conferma lo stop all’area a caldo dell’Ilva, il circuito è completo e la spinta politica al caos anche. Ho visto Taranto quando la polvere nera soffocava Tamburi e la gente aveva paura del vento tossico. All’epoca non chiusero nulla. Oggi, dopo decenni di disastri, il forno viene spento senza una soluzione.
L’Europa distribuisce poltrone, l’Italia perde acciaio, la giustizia produce dubbi e la protesta cerca bersagli. Nulla giustifica chi tira pietre. Ma questa catena offre argomenti a chi sogna una rivolta permanente. Ai professionisti degli scontri manca solo il fiammifero. E la sinistra vende benzina.
