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Politica internazionale

L’Italia non parteciperà: “Ma invieremo generatori elettrici”

L’intervento in video collegamento. Tajani: “Sostegno, ma no ai soldati”

La presidente del consiglio Giorgia Meloni ad Amatrice in occasione delle celebrazioni per il decennale del terremoto, durante la messa del Cardinal Matteo Zuppi — unedì 24 Agosto 2026, Amatrice, Rieti (Italia) - cronaca (foto di Cecilia Fabiano/LaPresse) The Prime Minister Giorgia Meloni in the city of Amatrice at then years anniversary from the earthquake, during the Mess of Casrdinal Matteop Zuppi August 24, 2026, Amatrice, Rieti (Italy) - News (photo by Cecilia Fabiano/LaPresse)

Aiuti a Kiev confermati dal governo italiano. Limitati. Niente soldati in territorio ucraino e un secco no alle esercitazioni dei Volenterosi annunciate dal presidente francese Macron per ottobre «su larga scala». L’Italia «non parteciperà», filtra dall’esecutivo. Ma si resta accanto ai partner europei per avviare un percorso negoziale insistendo sulle sanzioni a Mosca. I messaggi arrivano da un uno-due Palazzo Chigi-Farnesina. Nel giorno in cui la Commissione europea annuncia il via libera a 6,1 miliardi di euro per acquisti nel settore della difesa gialloblù, Giorgia Meloni difende la linea tenuta finora, rinverdita ieri in video nel vertice dei Volenterosi, ribadendo la determinazione dell’Italia a operare al fianco dei partner internazionali per favorire «una pace giusta e duratura» e nel «fermo sostegno alla sovranità e integrità territoriale» dell’Ucraina.

Barra dritta, senza esaudire per ora tutte le ingenti richieste di Kiev sull’eventuale miglioramento della copertura militare dei cieli ucraini. Né quel principio di deriva bellicista rispolverato da Parigi. Roma farà invece arrivare materiali per dar respiro alla rete energetica. Nuovi generatori in vista dell’inverno con l’obiettivo di facilitare la sopravvivenza della popolazione colpita dagli attacchi russi. Supporto umanitario, che proseguirà con l’invio di ulteriori mezzi per garantire la tenuta della rete energetica e lo spirito di resilienza della cittadinanza bersagliata da Mosca. Spedizione italiana annunciata ieri dalla premier, che si inserisce in un programma di assistenza più ampio già avviato dalla Farnesina. A dicembre 2025, il ministero degli Esteri ha quantificato in circa 100 milioni di euro il pacchetto per l’acquisto di generatori, trasformatori e altre attrezzature per il sistema energetico. A gennaio, è stato confermato l’arrivo delle prime caldaie e generatori e ulteriori spedizioni. Presto giungeranno anche strumentazioni per la funzionalità di ospedali, scuole e della rete energetica: questi «i tre vettori su cui punta il governo per gli aiuti a Kiev», spiegano fonti dell’esecutivo sul pacchetto per l’Ucraina in preparazione. Nella lista per Kiev non è però del tutto escluso che possano entrare anche attrezzature di difesa aerea. Posizione «coerente e responsabile», dicono intanto da Forza Italia. E maggioranza coesa su Kiev. Il ministro degli Esteri Tajani ieri ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo ucraino Sybiha, in occasione del 35° anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina, a cui ha ribadito l’impegno a mantenere massima pressione su Mosca. Tajani ha confermato l’impegno per la sicurezza, la ricostruzione e la difesa del Paese, e sostegno alle sanzioni Ue alla Russia. Sybiha ha ringraziato l’Italia su X elogiando il ruolo di un «partner affidabile per il costante e fermo sostegno all’Ucraina e l’incrollabile solidarietà». L’Italia ha stanziato circa 3,2 miliardi di euro per la ricostruzione anche grazie al contributo delle imprese italiane. Anche quest’anno la Farnesina sarà illuminata con i colori della bandiera ucraina.

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