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Da Mar-a-Lago a Sharm, il rapporto tra Meloni e Trump

Un anno fa in questi giorni Donald Trump elogiava così Giorgia Meloni accogliendola alla Casa Bianca

Da Mar-a-Lago a Sharm, il rapporto tra Meloni e Trump
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Una "persona eccezionale", una "dei veri leader del mondo". Un anno fa in questi giorni Donald Trump elogiava così Giorgia Meloni accogliendola alla Casa Bianca. Era il momento più alto della "very special relationship", come la definivano a Washington, in cui tutto è andato a gonfie vele, più o meno fino all'attacco americano all'Iran. IL PRIMO FACCIA A FACCIA A PARIGI - "Meloni è piena di energia, è fantastica", dice Trump dopo il colloquio all'Eliseo l'8 dicembre 2024, a margine della riapertura di Notre Dame, quando è presidente eletto ma non ancora in carica.

IL BLITZ A MAR-A-LAGO

Il 4 gennaio 2025 la premier vola in Florida, nel pieno del rapimento di Cecilia Sala in Iran. Partecipa a una cena nella residenza del tycoon, impressionato da una leader che "ha davvero preso d'assalto l'Europa". Qualche giorno dopo aggiunge: "Gli altri leader hanno mostrato grande rispetto per il nostro Paese. Meloni è volata fin qui per poche ore solo per vedermi".

L'INAUGURATION DAY

Meloni il 19 gennaio è l'unica leader di governo Ue a Capitol Hill per l'insediamento di Trump, che il 24 gennaio a Davos lascia intendere come il rapporto personale con la premier ("Mi piace molto, vediamo cosa succede") possa valere un'esenzione dai dazi contro un'Ue che "ci tratta molto male".

ALLA CASA BIANCA

Il 17 aprile Meloni è ricevuta a Washington, e invita Trump in Italia con l'idea di "organizzare un incontro con l'Europa". "Meloni ama il suo Paese e l'impressione che ha lasciato su tutti è stata fantastica!!!", scrive il presidente Usa sui social. Appena rientrata a Roma, la premier incontra JD Vance, che un mese più tardi si siederà con Ursula von der Leyen al tavolo a Palazzo Chigi.

IL FUNERALE DI PAPA FRANCESCO

In Vaticano il 26 aprile Meloni e Trump hanno un breve colloquio. Qualche settimana più tardi la premier definirà l'alleato "coraggioso, schietto, determinato", un leader "che difende i suoi interessi nazionali". Rivendicando anche di sapergli parlare "con franchezza": "Ci capiamo bene anche quando non siamo d'accordo".

SULLA PANCHINA

Il G7 in Canada è stravolto dalle prese di posizione di Trump. Quella su Vladimir Putin possibile mediatore con Teheran spiazza Meloni. I due parlano a lungo su una panchina di legno del resort di Kananaskis, da soli, senza staff, prima della cena che sblocca la dichiarazione sulla crisi Israele-Iran. Una settimana più tardi, il 24 giugno, si ritrovano uno accanto all'altra alla cena dei leader Nato: un lungo colloquio sui dossier internazionali.

IL TAVOLO SULL'UCRAINA

Meloni torna a Washington il 17 agosto, con gli altri leader convocati da Trump per l'incontro con Volodymyr Zelensky. Il padrone di casa la definisce "una grande leader, d'ispirazione per tanti", che "nonostante la giovane età governa da molto, altri non durano come lei". "Governerai a lungo", dice a Meloni.

SUL PALCO A SHARM

Si rivedono (per l'ultima volta finora) in Egitto il 13 ottobre, al vertice di pace per Gaza, dopo il piano annunciato da Trump, "che squarcia le tenebre", secondo Meloni. "Chi è questa donna?", scherza accogliendola sul palco: "Una governante molto forte, sta facendo un bel lavoro". E il giorno dopo ne esalta la autobiografia sponsorizzandola sui social: "Acquistate oggi stesso la vostra copia!".

DAL NOBEL ALLE CRITICHE

La conferenza stampa di inizio 2026 serve a Meloni anche a ribadire che quando non è d'accordo con Trump non si astiene dal dirglielo. Gli chiede di riaprire la configurazione del Board of Peace per Gaza, o l'Italia sarà solo "osservatore". E il 23 gennaio auspica di poterlo candidare al Nobel per la pace. Il giorno dopo, però, Meloni reagisce alle parole del presidente Usa sui militari Nato in Afghanistan: affermazioni "non accettabili".

L'Italia non entra nella guerra in Iran e non la condivide, ma l'8 marzo, al Corriere, il tycoon torna a parlare della premier, che continua a essere "un'ottima leader e una mia amica", una partner che "cerca sempre di aiutare". Ma una crepa si apre con Meloni dopo gli ultimi attacchi agli alleati da parte del presidente Usa fino alla reazione per le "inaccettabili" parole sul Papa.

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