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Politica internazionale

Ceuta, l’appello di Piantedosi: “Stop ambiguità, la Ue non sottovaluti il segnale”. E Tajani: “La Spagna si preoccupi del Marocco”

Il ministro dell’Interno: “Contrastare i trafficanti di esseri umani deve essere una priorità, in Italia crollo dell’80% degli sbarchi”

Come immaginabile nelle ore precedenti, l’assalto a Ceuta non si è compiuto. La Spagna ha militarizzato i confini e anche il Marocco ha aumentato il numero di forze dell’ordine. Il problema, però, resta: la Spagna ha alzato la guardia davanti all’emergenza ma intanto ha fatto penetrare i confini di Schengen da 80.000 persone in poche ore, senza riuscire a organizzare una adeguata contromisura per fermarli. E anche i rimpatri, al netto di quelli avvenuti volontariamente, non sono stati un successo per Pedro Sanchez, che nel frattempo prosegue le sue vacanze a Lanzarote.

“Basta ambiguità. Ceuta è un segnale che l’Europa non può sottovalutare, contrastare i trafficanti di esseri umani deve essere una priorità, ha dichiarato il ministro Matteo Piantedosi nel videomessaggio di ferragosto. “La coerenza delle politiche migratorie di questo esecutivo ha portato in quattro anni ad un crollo degli sbarchi dell’80%. Allo stesso tempo abbiamo più che raddoppiato i rimpatri, anche di soggetti pericolosi. Abbiamo lavorato con i Paesi di origine e di transito dei migranti per bloccare le partenze, al contempo con i progetti di rimpatrio assistito abbiamo offerto alle persone la possibilità di tornare in patria con dignità ed in sicurezza. Contrastare l’immigrazione clandestina significa anche garantire maggiore sicurezza nel nostro Paese, significa impedire che la minaccia terroristica si infiltri tra i migranti regolari e allo stesso tempo prevenire i fenomeni di criminalità e degrado nelle nostre città, ha aggiunto il ministro, sottolineando che “dall’inizio dell’anno i reati calano del 10%, continuando col trend in diminuzione già registrato lo scorso anno. I risultati raggiunti grazie alle misure si messe in campo da questo governo, dalle zone rosse all’operazione ad alto impatto, dai controlli nelle stazioni, al contrasto alla violenza giovanile. Il merito va soprattutto al lavoro delle nostre forze di polizia, da tutti riconosciute tra le migliori al mondo per professionalità e competenza”.

Una lezione alla Spagna, che ha cercato nei giorni scorsi di coinvolgere l’Italia accusandola di non gestire i migranti. “Noi non stiamo facendo alcun tipo di ‘battaglia’ contro la Spagna, ci limitiamo a controllare per bene gli arrivi, e abbiamo già respinto o fermato persone che non avevano diritto a entrare in Italia. La Spagna anziché preoccuparsi per noi, si preoccupi per il Marocco: è da lì che arrivano i problemi, non certo dai nostri controlli che servono a impedire che clandestini, e peggio, possibili terroristi arrivino in Europa”, ha dichiarato Antonio Tajani al Corriere della sera.

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