“Sono quasi 15 anni che un primo ministro italiano non fa una visita ufficiale qui a Oslo, però la nostra non è una scelta protocollare. Quella che facciamo oggi è la scelta di dare continuità a un lavoro che abbiamo già iniziato da diverso tempo. Allargare la nostra cooperazione”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa al termine del bilaterale a Oslo con il primo ministro di Norvegia, Jonas Gahr Støre. “Chiaramente Italia e Norvegia sono due nazioni che cooperano in maniera molto forte. Per noi la Norvegia è un partner di primo piano in Europa, lo è certamente per il ruolo che tutti conoscono che ha nella diversificazione degli approvvigionamenti energetici italiani, nostro quarto fornitore di gas, ma lo è soprattutto per le enormi potenzialità che dal nostro punto di vista questo partenariato può esprimere anche in altri domini”, le parole della premier.
“Vogliamo lavorare, stiamo lavorando per estendere la nostra collaborazione ad altri settori nei quali possiamo mettere a sistema competenze, tecnologie, investimenti reciproci, creando nuove opportunità per le nostre imprese, per le nostre economie - sottolinea Meloni -. E questa è la direzione nella quale vogliamo lavorare insieme, dalle tecnologie avanzate alle infrastrutture strategiche che accompagnano la trasformazione dei nostri sistemi energetici, fino al tema delle materie prime critiche, che è particolarmente strategico in questo tempo, dove le risorse di cui dispone la Norvegia, penso al giacimento di Fen, aprono grandi opportunità. Noi vogliamo costruire filiere più corte, più sicure, più resilienti agli shock esterni, creare anche così la nostra autonomia strategica e occasioni di crescita per i nostri popoli”.
“Abbiamo avuto uno scambio di idee sulle principali crisi internazionali, la guerra in Ucraina, dove Italia e Norvegia lavorano e continueranno a lavorare per rafforzare la resilienza del popolo ucraino, chiaramente sostenendo una prospettiva negoziale per una pace che deve essere giusta e duratura, fino a quando questo, ovviamente, sarà necessario”, ha spiegato la premier.
“Penso che non sfugga a nessuno il moltiplicarsi delle provocazioni della Russia, nelle ultime settimane ne abbiamo viste diverse. Bisogna chiedersi perché. Le provocazioni da parte di Mosca si stanno moltiplicando perché Putin ha bisogno di spostare l’attenzione cercando un’escalation con l’Europa da una situazione sul campo della guerra che non sta andando come Putin aveva promesso”, ha detto la presidente del Consiglio. “Dobbiamo chiederci a chi conviene un’escalation e agire di conseguenza - ha aggiunto -, non bisogna reagire alle provocazioni, andrebbe più a vantaggio della Russia che dell’Europa”.
“Sul Consiglio di sicurezza non sono in grado di giudicare. L’unica cosa da evitare è raddoppiare le cose, devo capire cosa c’è di diverso nella proposta di von der Leyen rispetto all’articolo 4 della Nato”, ha dichiarato Meloni, rispondendo a una domanda sul discorso della presidente della Commissione Ue e sulla maggiore cooperazione sulla sicurezza con Paesi come Canada e Norvegia. “Penso sia molto, molto importante rendere la cooperazione sempre più forte. Non posso giudicare con precisione le proposte presentate da Ursula von der Leyen perché non le conosco nei dettagli. Ma credo - ha aggiunto - che partner seri e affidabili che ci possono aiutare verso un’autonomia strategica debbano essere coinvolti”.
Per quanto riguarda la difesa, Roma e Oslo fanno parte “della stessa famiglia Atlantica, condividiamo le stesse priorità. Dobbiamo saper rafforzare le nostre capacità industriali, dobbiamo sviluppare sistemi competitivi e complementari, dobbiamo costruire filiere che sostengano nel tempo le nostre esigenze di sicurezza allargata. Anche qui le opportunità per un partenariato di eccellenza tra Roma e Oslo sono moltissime”, ha aggiunto la premier.
