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Politica internazionale

Netanyahu: ultimo flop dei tifosi rossi

Da Santoro a Gad Lerner, le “sparate” anti-Bibi dei tribuni rossi di casa nostra

L'ordine dei giornalisti grazia Santoro: ha licenza di gettare fango sul Cav

E ora? «Vincesse Netanyahu», preconizzava Michele Santoro, «penso che molta gente potrebbe prendere la valigia e andarsene via». Netanyahu non ha trionfato ma si è aggiudicato più seggi dello sfidante. Eppure non stiamo assistendo ad alcuna fuga da Israele, però potremmo sbagliarci. «La sua vittoria», aveva aggiunto il tele-tribuno, «sarebbe una marcia trionfale verso il disastro, lo scontro totale, incognite militari senza fine». Siamo all’inferno perpetuo. E adesso per guadagnarsi il paradiso agli israeliani non rimane che sperare in Allah.

Per Gad Lerner, ebreo che dopo la strage islamista del 7 ottobre ha trovato una quarta o quinta giovinezza mediatica brandendo la kefiah, il premier israeliano era «in un vicolo cieco», e l’ex conduttore dell’Infedele (speriamo che gli islamisti non lo sappiano) aveva argomentato: «Se Trump dovesse scegliere tra Netanyahu e Bin Salman non credo sceglierebbe il primo». Insomma: il diavolo era stato mollato persino da Mefistofele, quello col ciuffo, dunque era spacciato. Come lo era Donald alla vigilia delle elezioni: tutti o quasi, a sinistra, ci avevano spiegato perché avrebbe vinto Kamala. L’indomani, e per questo non smetteremo mai di ringraziarli, ci hanno spiegato perché ha trionfato Trump. Il quale, per ricordare a tutti che ha scaricato Bibi, ieri ha dichiarato: «Con il mio sostegno Netanyahu è passato dal ko alla vittoria. Voglio solo il bene del Medio Oriente, di Israele e degli Stati Uniti». L’ulteriore beffa, non per Netanyahu, è che secondo tutti i sondaggi gli americani se ne fregano della politica di Israele.

Andiamo avanti e ricordiamo il titolo d’apertura del Fatto Quotidiano di ieri: «Bibi perde, ma senza ko». Repubblica: «Il “no” arabo a Netanyahu», che però ha ricevuto il “sì“ dei non arabi.

Anche Roberto Saviano, il profeta di Spaccanapoli (e non solo), sembrava piuttosto sicuro che il diavolo sarebbe capitolato, e d’altronde nel 2026 come fa «un criminale di guerra», «un genocida», uno che «ha l’unico obiettivo di rimanere al potere e non di contrastare Hamas» a ottenere ancora il consenso della popolazione che invece dovrebbe difendere? Ce lo spiegherà in una prossima diretta sui social col volto corrucciato. Intanto gli israeliani coi familiari trucidati da Hamas hanno continuato a votare per chi ha guidato il Paese finora.

Poi c’è Angelo Bonelli: «Io brinderò quando vedrò arrestato Benjamin Netanyahu». Nel frattempo ha ballato il Samba per una delle vittorie più opache della storia, quella di Lula in Brasile.

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