Nel 1973 Jean Raspail aveva già previsto tutto. Una marea di poveri, provenienti da lontano. Salpavano su navi mercantili che avevano preso d’assalto e poi sbarcavano nel Vecchio accogliente continente. Una vera e propria invasione. Il romanzo, allora distopico, s’intitolava Il campo dei santi, rifacendosi a un versetto dell’Apocalisse. Sembrava fantasia, allora. Poi, però, ieri siamo stati invasi dai video girati coi cellulari da Ceuta. Immagini impressionanti. Immigrati clandestini che invadono l’enclave spagnola in Marocco.
A centinaia, fino a farsi migliaia. Arrivano dal mare, a nuoto. E poi in spiaggia, sugli scogli.
Nemmeno le recinzioni riescono a contenerli. Disperati che sperano da lì di poter raggiungere l’Europa. Sanno che la rotta che porta in Italia è ormai chiusa, anche grazie alla stretta data dal premier Giorgia Meloni all’immigrazione clandestina. E così tentano passando dalla Spagna dove recentemente il premier Pedro Sánchez, nei guai politici (ma non solo) fino al collo, ha promosso una maxi sanatoria per gli irregolari.I numeri dei clandestini già arrivati non sono ancora chiari. Si parla di alcune migliaia. Tanto basta per preoccupare i governi europei. «L’immigrazione clandestina fuori controllo è una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei», ha commentato la premier Giorgia Meloni che ora sta valutando la sospensione di Schengen con Madrid. «Non arretriamo di un millimetro - ha spiegato difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire i rimpatri continuerà a essere la linea di questo governo».Alla stampa locale uno dei tanti appena arrivati a Ceuta racconta che «migliaia di persone stanno aspettando sulle spiagge del Marocco per passare a nuoto». È una bomba pronta a esplodere. Noi europei, noi italiani, ce l’abbiamo davanti a casa. E se oggi quell’ordigno è stato detonato dal governo in carica, domani potrebbe riattivarsi. Basterebbe un niente, basterebbe un esecutivo di sinistra, magari a guida Elly Schlein, con forti componenti estremiste che considerano l’immigrazione un valore aggiunto per il nostro Paese. Non è, infatti, un caso che la più sfegatata supporter di Sánchez in Europa sia proprio la segretaria dem che vorrebbe replicare il modello socialista iberico nel nostro Paese. Un modello che è pieno zeppo di contraddizioni. Se a parole il premier spagnolo è tutto accoglienza, dall’altra sa bene di non poterli tenere tutti. E quindi li respinge, con le buone e con le cattive. Rimpatri inclusi. Gli stessi che un tempo criticava. Nel frattempo, il numero dei morti in mare continua ad aumentare. Nelle ultime ore, tra i disperati arrivati a nuoto, sono stati recuperati una decina di cadaveri. Almeno altri venti sarebbero dispersi. Vite spezzate che vanno a sommarsi alle altre decine annegate negli ultimi mesi nel tentativo di raggiungere l’enclave.
Le spiagge invase da clandestini sono un déjà-vu. Dieci anni fa era il fiume umano proveniente dei Balcani. Oggi sono i nordafricani a Ceuta. E domani potrebbe toccare di nuovo all’Italia. Per questo le immagini di queste ore sono un monito non solo per la Spagna ma per tutti i Paesi dell’Unione europea.
