Da ieri il Partito Democratico chiede che il ministro della Difesa, Guido Crosetto (nella foto), riferisca alle Camere perché «è inaccettabile che siano stati mandati centinaia di soldati in Arabia, all’insaputa del Parlamento». Ed è una posizione che tiene insieme il nocciolo del campo largo, ovvero Pd, Cinquestelle e AVS che in coro polemizzano da 24 ore con il governo Meloni per avere inviato le truppe in Arabia Saudita. Si muovono dunque come un moloch i tre partiti della compagine progressista, nonostante sulla politica estera siano spesso in disaccordo. I più lesti sono stati gli esperti in materia del Nazareno capitanati dal responsabile esteri Giuseppe Provenzano che si sono già fatti promotori di un’interrogazione parlamentare. L’accusa dei dem parte dalla delibera missioni militari per il 2026, appena votata dal Parlamento, dove a loro avviso non c’è alcun esplicito riferimento a un’operazione in Arabia Saudita. «O meglio c’è un riferimento alla scheda 26 (e non alla scheda 4) in cui si parla però esclusivamente di interventi per mettere in sicurezza le nostre sedi diplomatiche. Un’operazione così importante avrebbe meritato una scheda ad hoc, l’intervento approfondito del ministro e una discussione seria e trasparente». Segue chiosa finale: «Crosetto venga in Parlamento a dare conto e ragione delle scelte che riguardano i nostri soldati». In scia Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra che tira in ballo i rapporti tra il governo italiano e l’attuale guida della Casa Bianca: «È una scelta gravissima che conferma la totale e mai sopita subalternità a Trump alle strategie militari. Vengano subito in Parlamento a riferire, i cittadini hanno diritto alla piena verità». Più circoscritta la posizione dei pentastellati: «Lunedì nel corso della discussione generale sulle missioni internazionali a Montecitorio siamo stati gli unici a chiedere conto al governo dei sempre più frequenti voli militari italiani di aerei cargo, aerocisterne e aerei spia verso la base aerea King Fahd di Taif in Arabia Saudita, preoccupati per il possibile coinvolgimento dell’Italia nella guerra all’Iran alla luce del crescente coinvolgimento militare di Riad. Ma dal governo non è arrivato nessun chiarimento».
Eppure non si tratta di una missione segreta. È stata rivelata qualche giorno fa da Fausto Biloslavo sul Giornale che ha trovato tutto consultando il sito del ministero della Difesa dove si legge che «dalla seconda metà di marzo 2026 la Difesa ha schierato un dispositivo dell’aeronautica a supporto delle forze armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Arabia». Non a caso Crosetto si oppone alla tesi del Nazareno: «L’interrogazione del PD si fonda su un presupposto errato. Sarebbe bastato seguire con attenzione le audizioni del Capo di Stato Maggiore della Difesa e del Comandante del Covi davanti alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, oppure leggere con attenzione il decreto Missioni e le relative schede, per verificare che il quadro normativo e operativo è stato illustrato con la massima trasparenza». Insomma, Crosetto risponde con durezza alle opposizioni: «Le informazioni richiamate oggi erano già pubbliche e disponibili. Tanto che è bastato a un giornalista consultare il sito istituzionale della Difesa per ricostruire correttamente quanto alcuni esponenti dell’opposizione sostengono di non conoscere». In questa cornice il Guardian riporta che l’Arabia Saudita starebbe preparando una grande offensiva militare contro gli Houthi via mare e forse via terra nello Yemen centrale. Si ricorda che il 20 luglio gli Houthi hanno annunciato il blocco navale per le navi dell’Arabia Saudita nel Mar Rosso e da quel momento hanno rivendicato diversi attacchi contro navi mercantili legate a Riad. Dall’altra l’Arabia Saudita ha replicato con raid aerei assieme alle forze messe in campo dagli Stati Uniti.
