Cosa è successo a Ceuta? La versione di una crisi migratoria spontanea non è stata credibile fin dall’inizio, l’ipotesi che dietro ci fosse una regia preordinata è stata fin da subito quella più realistica e ora l’Unione europea si aspetta che la Spagna faccia chiarezza a 360 gradi su quanto accaduto. Allo stesso modo ai più è sembrato molto strano che, così com’erano entrati, 50-60mila migranti clandestini fossero rientrati in Marocco senza colpo ferire. Eppure la narrazione del governo spagnolo dal pomeriggio di ieri è stata esattamente questa, tanto che nel tardo pomeriggio è stato annunciato che oltre il 95% degli irregolari se ne era andato spontaneamente da Ceuta grazie alla collaborazione tra il governo di Madrid e quello di Rabat. Ed è indubbio che qualcuno di quelle decine di migliaia di persone se ne siano andate da Ceuta, per altro lamentandosi di non aver trovato un’accoglienza adeguata.
Ma da Ceuta, fin da ieri, i residenti raccontano un’altra versione. Basta scorrere i social o, per essere più sicuri, dare uno sguardo ai quotidiani locali per rendersi conto che qualcosa non torna. El Faro de Ceuta, principale e storico quotidiano dell’exclave spagnola, titola in apertura del proprio sito: “Albares (ministro degli Esteri, che ha convocato l’ambasciatore italiano ndr) minimizza la situazione con Ceuta assicurando che quasi la totalità dei marocchini se ne è andata”. E nel sommario spiega: “Le strade dimostrano che non è così, poiché ci sono moltissime persone che vagano e si verificano incidenti. Il deputato Melchor León dice di ‘provare vergogna’ davanti alle statistiche diffuse”. Melchor León è un politico spagnolo della città autonoma di Ceuta, appartenente al Psoe (Partito Socialista Operaio Spagnolo) guidato dal premier Pedro Sanchez. León è deputato nell’Assemblea di Ceuta (il parlamento locale) e Vicepresidente primo della mesa dell’Assemblea e il fatto che critichi e smentisca le cifre del ministro e del premier espressione del suo partito rende bene l’idea di quanto sta accadendo a Ceuta. Dice di “provare vergogna” per le dichiarazioni del governo centrale, chiedendosi “perché si inganna in questo modo. Si stanno fornendo dati che non concordano con la realtà di ciò che si vive per strada”.
Sullo stesso piano anche le dichiarazioni di Fatima Hossain, nata e Ceuta da genitori marocchini, leader del Movimiento por la Dignidad y la Ciudadanía (MDyC), un partito locale di Ceuta di orientamento progressista-centrosinistra: “Caro ministro, l’informazione non è vera. Sono sicura che da @interiorgob (Ministero dell’Interno, ndr) le racconteranno la cruda realtà che viviamo a quest’ora nei nostri quartieri”. El Faro de Ceuta spiega che “continuano a esserci migliaia di persone nelle strade, che vagano costantemente per la città, e si verificano inoltre alterchi tra di loro o con altre persone. Le forze di sicurezza stanno intensificando la loro presenza, ma non riescono a raggiungere i numerosissimi punti in cui avvengono episodi di carattere violento”. Da Ceuta arrivano anche numerosi video della nottata appena trascorsa in cui si vedono i migranti lungo le strade e le spiagge, a centinaia e forse migliaia, il che stride con le dichiarazioni del governo. E non sembrano tutti minorenni, considerando che, al di là delle dichiarazioni iniziale, chi si è dichiarato di età inferiore a 18 anni non verrà espulso ma verrà trasferito in Spagna per il processo di accoglienza, diviso nelle diverse Comunità autonome. Per altro, arrivano anche testimonianze di nuovi tentativi di ingresso a Melilla nella notte, a testimonianza che la crisi non sembra essersi esaurita del tutto. Tra i commenti all’articolo di El Faro de Ceuta si legge: “Albares, il miglior ministro degli esteri che il Marocco possa avere”, “Continuo a dire che abbiamo politici che non valgono un soldo bucato. Non hai idea di come l’Europa ci stia ponendo il veto. A proposito, ormai non serve più la scusa di avere una squadra di calcio nella Liga Profesional per mettere Ceuta sulla mappa. Ora sanno dove ci troviamo persino negli Stati Uniti, il che è tutto dire, con quanto sono ignoranti”. Anche se la narrazione prevalente è quella del governo, diversi media spagnoli si pongono domande su come il governo possa aver la certezza che chi è entrato sia anche uscito, visto che non esiste un censimento di quanti hanno varcato il confine e, quindi, non ci può essere per quelli che lo hanno attraversato in senso contrario.
