Accoltellato alle spalle dal marocchino ubriaco Grave un carabiniere

Il brigadiere era intervenuto per calmare l'uomo che disturbava la gente per la strada

Accoltellato alle spalle  dal marocchino ubriaco Grave un carabiniere

Colpito alle spalle da un ubriaco.

Mario Iadonato, brigadiere dei carabiniere di 59 anni, sabato sera è stato ferito gravemente nelle Marche mentre stava svolgendo il suo turno di lavoro. A colpirlo con un coltello da cucina un marocchino, in evidente stato di ebrezza, che ora si trova rinchiuso in prigione con l'accusa di tentato omicidio, lesioni e porto abusivo di armi.

Secondo la ricostruzione fatta dall'Arma, tutto avrebbe avuto inizio in viale Zaccagnini a Montegranaro, in provincia di Fermo, dove lo straniero, immigrato regolare di 46 anni, all'interno di un bar stava dando in escandescenza, disturbando le persone presenti. Immediatamente i carabinieri sono intervenuti per allontanarlo da quel posto che si trova ai margini del centro storico ed era pieno di gente per la lunga notte bianca del Veregra Street.

L'uomo è stato caricato su una gazzella e portato in caserma. Dopo averlo trattenuto per un po' nell'intento di riportarlo alla calma, però, i militari lo hanno riaccompagnato al suo domicilio, in via Fermana Sud. Ma lui invece di salire a casa, ha iniziato a girovagare e, ancora ubriaco, si è appoggiato ad un'auto. Il brigadiere a quel punto si è avvicinato per convincerlo a rincasare, ma è stato colpito vicino alla scapola con un coltello da cucina che l'uomo aveva nascosto addosso.

La lama che è entrata per pochi centimetri, arrivando a sfiorare un polmone e provocando un versamento ematico. Immediati i soccorsi. Il militare è stato portato dal 118 d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale Murri di Fermo, dove è stato sottoposto a drenaggio per la ferita intrascapolare nel reparto di chirurgia e poi è stato ricoverato in prognosi riservata. Ma non è in pericolo di vita.

Durissime le reazioni politiche, mentre solidarietà è stata espressa su più fronti, a partire dal comandante della legione delle Marche, generale di brigata Fernando Nazzaro, e del comandante provinciale dell'Arma, il tenente colonnello Antonio Marinucci, che si sono sincerati delle condizioni di salute del ferito e si sono intrattenuti con i suoi familiari, accompagnati dal comandante della stazione di Montegranaro, maresciallo Giancarlo Di Risio. Il sindaco del comune mnarchigiano Ediana Mancini parla di fatto di una «gravità inaudita ed inaccettabile, auspicando che soggetti così pericolosi vengano puniti severamente».

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini chiede invece «una pena esemplare per l'infame aggressore». «Nessuno può permettersi di toccare i nostri angeli in divisa e sono orgoglioso del Decreto sicurezza bis che prevede maggiori tutele per le forze dell'ordine», aggiunge. «Ancora una volta l'Arma in prima linea paga un elevato prezzo per garantire la sicurezza di tutti noi - tuona invece il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che esprime vicinanza e solidarietà al brigadiere per «il vile atto». «Confidiamo nella rapidità delle indagini della magistratura per condannare il responsabile dell'aggressione», interviene Emanuele Fiano, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

«Al brigadiere ferito in servizio a Montegranaro esprimo tutta la mia solidarietà e auguro di rimettersi presto - commenta infine il presidente del Senato Elisabetta

Casellati -.Le nostre forze dell'ordine rendono un servizio impagabile alla nazione. Bisogna sostenerle e garantire tutto il supporto possibile perché possano svolgere il loro compito quotidiano nelle condizioni più ottimali».

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