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Aggredì poliziotti al Colosseo: espulso

Meloni: "Lo Stato risponde". Il Viminale: "Chi viola le regole non resta impunito"

Aggredì poliziotti al Colosseo: espulso
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Aveva aggredito, insieme a un gruppo di connazionali, diversi agenti della polizia di Stato e della polizia locale in pattuglia a Roma nei pressi del Colosseo: e ieri, il 18enne nordafricano, dopo solo 10 giorni dal fermo, è stato espulso. "Un messaggio chiaro: chi aggredisce le Forze dell'ordine e viola le regole del nostro Paese non resterà impunito", scrive sui social il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "Bene. Aggredire chi garantisce la sicurezza dei cittadini significa aggredire lo Stato. E lo Stato risponde", aggiunge in serata la premier Giorgia Meloni.

I fatti erano avvenuti il 2 luglio scorso a largo Gaetana Agnesi, a due passi dal Colosseo, durante la festa di compleanno di un giovane egiziano il quale aveva acceso quattro batterie di materiale pirotecnico, esplose in prossimità del monumento. Sul posto erano intervenute diverse pattuglie della polizia locale di Roma Capitale. Durante l'attività di controllo i vigili si erano trovati accerchiati da decine di partecipanti alla festa e due di loro erano rimasti feriti. Quattro persone erano quindi state fermate. Il giovane egiziano bloccato della polizia di Stato è stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, oltre ad essere stato denunciato per i reati di accensioni pericolose e danneggiamento. Ieri l'operazione di rimpatrio.

E nella notte tra sabato e domenica un altro fatto di sangue ha coinvolto un cittadino nordafricano. A Crema, Youssef Rama Abdelaiz, 19 anni, di origini egiziane, è morto, vittima di un regolamento di conti tra bande rivali nel mondo dello spaccio della droga. È il secondo omicidio nel giro di tre mesi nel piccolo centro lombardo, dove negli ultimi tempi la situazione sicurezza è diventata sempre più allarmante.

Il delitto è avvenuto sabato poco dopo le 23 durante uno scontro tra un gruppo di persone nell'area di sosta della Conad in viale Repubblica. Il 19enne è stato affrontato da altri tre giovani che lo hanno accerchiato e colpito con almeno tre fendenti all'addome e al petto. Nonostante le ferite Youssef ha tentato di sottrarsi ai suoi aggressori, ma non ce l'ha fatta. Troppo gravi le ferite, quando i soccorritori sono arrivati era già in fin di vita. Inutile la corsa al pronto soccorso. Grazie alle prime testimonianze raccolte dai carabinieri e alle immagini delle telecamere di sorveglianza, gli investigatori sono risalti ai presunti responsabili e hanno fermato tre ragazzi, tra i 23 e 25 anni. Si tratta di un italiano e due stranieri, un giovane di origini albanesi riconosciuto da un testimone dell'aggressione e uno di origine africana, regolari in Italia, tutti residenti nel Cremasco.

Da mesi le bande di ragazzi stranieri stanno alzando la tensione a Crema.

"La sicurezza è un bene comune e un patrimonio di tutti, i cittadini non vogliono e non possono sentirsi ostaggio di giovani e giovanissimi delinquenti che usano il coltello con una disinvoltura agghiacciante", ha commentato il sindaco Fabio Bergamaschi.

Youssef un mese fa era stato denunciato per l'aggressione a un 31enne marocchino, azzannato dai suoi due cani, e a giugno era stato coinvolto in alcune risse.

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