Nuovo devastante attacco contro Kiev. La capitale ucraina è stata investita da una delle più pesanti offensive delle ultime settimane: centinaia di droni e decine di missili lanciati dalle forze russe hanno colpito la città e le regioni circostanti, provocando una lunga scia di distruzione e vittime. Le sirene hanno iniziato a suonare poco dopo la mezzanotte. Oltre dieci esplosioni hanno scosso la capitale mentre le difese antiaeree entravano in azione. Nel quartiere di Podilskyi un missile ha centrato un edificio residenziale, lasciando numerosi residenti intrappolati sotto le macerie. Danni anche in altri quartieri della città, dove sono stati colpiti condomini, magazzini, garage e infrastrutture civili. Il bilancio è progressivamente peggiorato nel corso della giornata. Le autorità ucraine parlano di 22 morti e di almeno 140 feriti feriti, mentre le squadre di soccorso continuano a scavare tra le macerie. Migliaia di cittadini hanno trovato rifugio nelle stazioni della metropolitana durante il bombardamento.
Secondo Kiev, Mosca ha impiegato oltre 350 droni e quasi 70 missili di diverso tipo. La difesa aerea ucraina è riuscita a neutralizzare gran parte dei velivoli senza pilota e dei missili da crociera, ma non è riuscita a intercettare nessuno dei balistici, confermando le difficoltà legate alla carenza di intercettori Patriot. Tant'è che nel tentativo di difesa un elicottero è stato colpito e quattro militari hanno perso la vita. Dal canto suo, il ministero della Difesa russo sostiene di aver colpito obiettivi militari, industriali ed energetici. Zelensky ha disposto un'inchiesta per accertare come sia stato possibile realizzare un deposito d'armi a Vysneve così vicino al centro abitato, dove l'attacco ha provocato vittime.
Il conflitto, intanto, continua a estendersi su entrambi i fronti, e la Polonia ha fatto decollare i caccia per monitorare e proteggere il proprio spazio aereo. Le autorità russe denunciano un attacco con oltre 500 droni ucraini abbattuti in venti regioni della Federazione.
In Crimea, a Sebastopoli, un raid contro le infrastrutture energetiche ha provocato un blackout, mentre media ucraini riferiscono di un blitz contro la raffineria di Omsk, la più grande della Russia, a 2.500 km dal confine. Anche Odessa è stata colpita, con danni ad abitazioni private, mentre Mosca sta prendendo di mira i distributori di benzina ucraini.