Berlusconi: "Subito il giusto processo, abuso d'ufficio da rivedere"

Il leader di Forza Italia al Messagggero: "Serve un sistema giudiziario efficiente". E sulla campagna vaccinale afferma: "È evidente che qualcosa fin qui non ha funzionato"

Berlusconi: "Subito il giusto processo, abuso d'ufficio da rivedere"

"Un sistema giudiziario efficiente" è necessario per l'Italia, affinché possa da una parte "garantire i diritti di cittadini e imprese" e dall'altra rendere il Paese "attrattivo per investimenti". A sostenerlo è il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che in un'intervista al Messaggero si augura "che si giunga alla migliore riforma possibile a tutela dei cittadini sulla base dei principi costituzionali del giusto processo". E, per raggiungere questo obiettivo, annuncia il sostegno al ministro della Giustizia Marta Cartabia, che ha promesso di inserire la riforma della prescrizione in quella del processo penale.

Nell'ambito della riforma ci sarebbe anche da rivedere il reato dell'abuso d'ufficio, perché "nonostante alcune parziali riforme nel corso degli anni, la struttura dei codici, in questa materia, è rimasta agli anni '30 del secolo scorso". Ma, nel frattempo, le cose sono cambiate e la realtà è diventata più complessa. "Fermo restando il rigoroso rispetto della legalità - aggiunge il Cav - vi sono anche altre strade, dalle sanzioni civili al giudizio politico dei cittadini, per punire -nel caso di specie- colpe o mancanze di chi esercita funzioni di governo". Negli ultimi mesi, ricorda Berlusconi, è emerso il problema giustizia legato ai comportamenti di una parte della magistratura che non possono "rimanere senza conseguenze". Una riforma, poi, è fondamentale anche per il successo del Recovery Fund: "È l’Europa stessa che ce lo chiede".

Nell'intervista al Messaggero Berlusconi interviene anche sul tema della lotta alla pandemia da Covid-19, che viene portata avanti anche tramite la somministrazione di vaccini: "È evidente che qualcosa fin qui non ha funzionato", commenta il leader di Forza Italia. Il problema, però, non è stato riscontrato solo in Italia, ma anche negli altri Stati europei. "Credo che la strada da seguire sia quella di verificare la possibilità, con l’acquisto delle licenze dai produttori, di coinvolgere direttamente nel processo produttivo le aziende italiane dotate delle necessarie apparecchiature- sostiene il Cav- I tempi da prevedere per gli eventuali vaccini italiani saranno comunque non inferiori a sei mesi. Ovviamente il governo dovrà chiedere con fermezza il rispetto degli accordi sulle forniture presi con le case farmaceutiche". Mentre la campagna vaccinale procede, però, si fa strada anche la possibilità di un altro lockdown totale o di chiusure più stringenti, in vista di una possibile terza ondata. In ogni caso, ci sono due regole che "devono essere rispettate in modo assoluto. La prima è che ai cittadini va data un’informazione chiara e tempestiva, non suscitando false speranze né timori infondati, evitando di cambiare strada all’ultimo momento. La seconda regola è che ad ogni chiusura deve corrispondere un risarcimento immediato e soprattutto contestuale". Dal punto di vista fiscale, "oggi si può e si deve realizzare quello che il Presidente Draghi ha indicato nel suo discorso programmatico, un progressivo alleggerimento del carico fiscale sul lavoro soprattutto nei confronti del ceto medio".

Decisioni che ora spettano al nuovo governo, guidato dal presidente Mario Draghi, che vede impegnate varie forze politiche. Un governo che Berlusconi definisce "un'anomalia, determinata da circostanze straordinarie". Per questo, non mancherale difficoltà, ma la scelta è stata determinata "dalla gravità del momento". "Naturalmente- aggiunge l'ex premier- sappiamo tutti che appena le condizioni lo consentiranno, torneremo a dividerci. Magari con più civiltà e più maturità rispetto al passato perché l’ora più dura ha imposto a tutti un supplemento di ragionevolezza. Ma ci vorrà tempo, perché, purtroppo, da questo disastro non si uscirà in pochi mesi". Infine, sulla tenuta del centrodestra il Cav precisa: "Reggerà e vincerà, fin dai prossimi appuntamenti amministrativi. Siamo forze politiche profondamente diverse per cultura politica e per stile, ma ci unisce un buon progetto per l’Italia che rimane assolutamente valido. Sta a noi fare in modo che il centrodestra abbia sempre più le nostre caratteristiche, liberali, cristiane, europeiste, garantiste".

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