Bologna è una città fuori da ogni legge, in mano ai gruppi antagonisti che fanno capo ai centri sociali, agli anarchici e ai collettivi studenteschi, che si fanno la democrazia a loro uso e consumo. Se ne è avuta la conferma anche nelle ultime ore, con l’ennesimo tentativo di bloccare un incontro organizzato da una parte politica a loro non gradita, quella di Fratelli d’Italia. Per lunghe ore, un gruppetto ha assediato l’albergo dove il partito di opposizione al Comune di Bologna, in presenza di Galeazzo Bignami, aveva organizzato un incontro come tanti ne sono stati fatti anche altrove.
Hanno fatto frastuono, hanno gridato slogan e hanno cercato in tutti i modi di interrompere l’incontro. Ma non solo, perché per timore di scontri, come troppo spesso se sono registrati a Bologna di molto violenti, l’ultimo appena pochi mesi fa con la città distrutta dalle solite sigle, in tanti hanno rinunciato alla propria partecipazione. “Dispiace molto. Tanta gente mi sta scrivendo che purtroppo, visto quello che accade, non parteciperà. A Bologna c’è una democrazia limitata”, ha detto ieri l’onorevole Bignami andando all’evento, rilevando che a Bologna esiste un problema di pluralismo, non accettato dalla sinistra estrema coccolata dalla sinistra istituzionale che governa da tempo immemore la città.
“Ancora una volta a Bologna la democrazia è limitata per chi non aderisce al pensiero unico della sinistra. È quello che sta avvenendo a causa delle contestazioni nei confronti di un incontro di quartiere promosso da Fratelli d’Italia nella Bolognina. Si tratta di uno dei tanti incontri promossi da Fratelli d’Italia e a cui sta partecipando il Capogruppo alla Camera On. Bignami. Stiamo ricevendo numerosi messaggi di semplici cittadini che con rammarico ci informano che per paura non parteciperanno a causa del rischio di scontri tra questi facinorosi e le Forze dell’Ordine costrette a presenziare massicciamente nella zona. Tutto ciò è semplicemente inaccettabile”, è il commento amareggiato di Fratelli d’Italia - Bologna. Anche ieri sono stati schierati i reparti mobili a tutela della sicurezza, una necessità non tollerabile per un Paese democratico: l’Italia quando è diventata un Paese in cui serve la forza pubblica per poter esercitare il diritto di parola garantito dalla Costituzione? Basta fare mente locale per ricordarlo, prendendo anche atto che oggi i fascisti di oggi sono schierati da un’altra parte politica.
