Un controvideo con i puntini sulle i: "Mia mamma mi ha insegnato l'educazione e dunque rispondere a chi ti saluta". E pazienza, se il saluto non è proprio quello dei generali, anzi è il dito medio. È con il medio che si deve controbattere. Solo che nelle immagini diffuse da Viareggio antifascista sembrava che lei avesse provocato a freddo, mostrando maleducazione, giusto per replicare alle note di Bella ciao intonate da una band in un locale della città toscana.
Invece nella lunga spiegazione affidata al sito del Giornale, Camelia Mihailescu, più nota come moglie del generale Roberto Vannacci, offre un'altra lettura, assai diversa: "Due donne che erano presenti davanti al bar mi hanno apostrofato in quel modo e io ho contraccambiato. Pensare che l'abbia fatto per contestare Bella ciao è una follia. Io amo quella musica soprattutto nella versione irresistibile di Goran Bregovic che ascoltavo quando ancora abitavo in Romania".
Come è, come non è, la signora Mihailescu Vannacci si è guadagnata una certa celebrità in una manciata di ore, perché la sua controstoria ha polverizzato in un amen le 800mila visualizzazioni. E molti ora conoscono questa donna, appartata ma per niente decorativa, soprattutto testarda e puntigliosa nel rovesciare la narrazione arrivata sui social e sul Fatto Quotidiano. "L'altra sera - racconta al Giornale,- stavo camminando con mio marito e due amici per le strade di Viareggio, dove abitiamo. Ci siamo fermati per il rito dei selfie e delle strette di mano con tutti quelli che testimoniano a Roberto affetto e amicizia. Poi siamo ripartiti e dopo qualche secondo, ecco le note di Bella ciao. Sara un caso? Mah, strano, ma chissà, ci sussurriamo io e Roberto". Passa qualche minuto e i Vannacci tornano indietro, finita la loro passeggiata. "A quel punto ho visto due donne di mezza età correre verso i musicisti e gridare loro: Arriva Vannacci, cambiate musica". Il Complesso di Inferiorità ripropone Bella ciao, una sorta di inno antifascista e dunque in qualche modo antivannacciano. "Figurarsi - spiega lei - amo quella melodia, la melodia naturalmente più che le parole, e allora io e Roberto abbiamo cominciato a ballare".
I Vannacci che volteggiano con Bella ciao. Da stropicciarsi gli occhi. Davvero, tutto al contrario di quel che ti aspetteresti. Ma è a questo punto che, nella ricostruzione del Fatto in versione Var, i Vannacci si lasciano andare ad atteggiamenti scomposti: lei alza il medio, lui invece stende le braccia evocando, a quanto pare, il saluto romano, ben mimetizzato nelle convulsioni della danza.
Roba da quarto uomo, anche se la Fifa è già impegnata a decifrare il caso Infantino-Trump. Camelia ci tiene a precisare: "Vengo da una famiglia di militari. Dopo la Rivoluzione, mio nonno, che era un sarto con la divisa, ha contribuito a ridisegnare le nuove uniformi dell'esercito rumeno che usciva dall'orbita sovietica e si avvicinava alla Nato".
La Nato che, gira e rigira, è pure all'origine della storia d'amore e del matrimonio fra Camelia e il leader di Futuro Nazionale, arrivato a Bucarest per implementare le forze armate di quel Pese e presto attratto da quella ragazza, ingaggiata nell'editoria militare.
Insomma, l'onore e l'educazione prima di tutto, ma anche il rispetto. "Non siamo abituati né rassegnati a farci mettere i piedi in testa", spiega lady Vannacci che parla quattro lingue e ha due lauree.
Resta da capire come lui abbia accolto il fallo di reazione: "Difendo sempre mio marito ma quando mi prendo i miei spazi, lui sa di non doversi intromettere. E non si mette in mezzo". Parità assoluta, con o senza stellette.