Leggi il settimanale

Le chat del jihadista arrestato: "colpo di Stato" e insulti a Gesù

Il delirio nel gruppo Telegram del 21enne finito in carcere: "Per la sovversione servono persone con la stessa idea". Poi l'apologia del martirio, di Hitler e dell'Iran

Le chat del jihadista arrestato: "colpo di Stato" e insulti a Gesù
00:00 00:00

"Per poter fare una sovversione e quindi un colpo di Stato ci servono molte più persone, organizzate e non sparse e che tutti seguano la stessa idea o simile": è questo il messaggio scritto nella chat Telegram Terza Posizione da Ben Haddi Zakaria (foto tonda) il 21enne in custodia cautelare in carcere grazie all'inchiesta coordinata dal pm di Milano Alessandro Gobbis e alle perquisizioni effettuate dalla Digos. Ma in quel canale i contenuti violenti sono decine e decine: apologia di Adolf Hitler, della causa palestinese, insulti nei confronti dei cristiani, di Fratelli d'Italia in quanto "Fratelli di Sion" (così vengono definiti con tono dispregiativo), esaltazione di fatti come quello di Pavia in cui un egiziano aveva accoltellato un operatore dell'immondizia gridando Allah Akbar, ammirazione nei confronti della Repubblica iraniana che "si sta difendendo: Gloria eterna alla Repubblica sciita iraniana, gloria alle valorose tigri iraniane". In riferimento allo Stato di Israele secondo loro "non merita di esistere, perché non è uno Stato che nasce dall'unità di un popolo o di una nazione, ma da interessi economici. Quindi sosteniamo la Palestina e il suo popolo contro il cancro sionista che oramai minaccia invano".

Diversi i post contenenti svastiche e, una in particolare vede un uomo armato e dotato di passamontagna con sotto la citazione inneggiante il martirio del neonazista russo Dmitry Alexandrovich Borovikov: "Morire non fa paura, non fa paura se muori per gli ideali, per l'idea, per i compagni. La morte è solo la continuazione della nostra lotta e della nostra vita".

Ma Ben Haddi è titolare di diversi profili social e, quanto al suo account su TikTok, sono stati rinvenuti nuovi video e 201 contenuti contenenti propaganda già vista e riferimenti all'organizzazione terroristica nota come Stato Islamico (Isis) nonché al Califfo Abu Bakr Al-Baghdadi, considerato riferimento principale dell'organizzazione terroristica. Una figura che lui indicava come "salvatore della gente".

Ma sui profili c'erano anche sessioni di gaming di un gioco di guerra in cui si sente un nasheed (canto religioso con riferimenti al martirio) con minacce rivolte ai sostenitori dell'America. La sera del 30 maggio ha pubblicato su TikTok due contenuti che hanno attestato particolare allarme, perché annunciavano un evento imminente e sono stati ritenuti dagli inquirenti sintomatici della sua radicalizzazione. Prima di tutto un video in lingua inglese in cui viene detto: "Fratelli non c'è nulla, proprio nulla oggi che incute umore nei cuori e dei nemici di Allah come le operazioni di martirio. Non temono i governi musulmani, non temono gli eserciti musulmani, non temono il potere economico dei musulmani, ma questa cosa li fa impazzire. È l'arma più potente che i musulmani di oggi possiedono, senza alcun dubbio. È l'unica cosa che non riescono a comprendere. Perché ogni esercito dei kuffar ha una filosofia, ha un fondamento per combattere".

Poi la spiegazione della strategia del terrore che vogliono portare in Occidente tramite gli attentati: "Quella filosofia è che si vince contro il nemico sfruttando ciò che ama di più. E cioè la loro vita e la loro ricchezza. Questa è la filosofia la base della guerra di qualsiasi esercito. Che sia in grado di incutere paura nel cuore del nemico e di privarlo di ciò che gli è caro. Ed è così che si sconfiggerà. Ma quando si trovano di fronte a un nemico a cui non importa davvero della propria vita, l'intera psicologia viene capovolta. Da qualcosa che non riescono a comprendere".

Vogliono interrompere i momenti di normalità per

fare largo a un disordine in cui possono insediarsi. Una cieca apologia e la volontà indiscriminata di ferire il nemico, rappresentato in primis da ebrei e cristiani. Tanti casi in troppi pochi giorni: il nemico è in casa.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica