Conte e il vertice a sorpresa per "contenere" il Viminale

Ministeri di Difesa, Esteri e Trasporti a Palazzo Chigi senza leader leghista. Screzi per le invasioni di campo

Conte e il vertice a sorpresa per "contenere" il Viminale

Matteo Salvini dilaga e il premier Giuseppe Conte convoca un vertice a quattro sul tema delle migrazioni nel tentativo di arginare le invasioni di campo del leader leghista e ricomporre la frattura tra Lega e Cinquestelle. Un timore fra gli altri è che oggi a Innsbruck Salvini rafforzi l'asse con i suoi omologhi, i ministri dell'Interno tedesco e austriaco, forzando la mano per far cambiare la direzione alle politiche Ue sull'immigrazione impressa dalla cancelliera Angela Merkel, chiedendo un giro di vite. E già ieri questa intenzione è stata confermata dal ministro dell'Interno austriaco Herbert Kickl. L'Austria intende chiedere un cambiamento delle regole della politica europea in materia di migrazione, in modo che in futuro non sia più possibile presentare una domanda d'asilo in territorio Ue. Ma Salvini assicura che il governo è unito e che a Innsbruck porterà «la linea della fermezza che non è solo quella di Salvini, ma quella comune di tutto il governo».

Conte invece parteciperà oggi e domani al vertice Nato in programma a Bruxelles e dunque vuole assicurarsi che non arrivino dichiarazioni «scomode» da Innsbruck mentre è in corso uno dei summit Nato più spinosi per l'Alleanza Atlantica, sottoposta alle pressione delle richieste del presidente Usa, Donald Trump. Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi spiega che l'Italia chiederà «con forza al vertice Nato un riequilibrio dell'impegno dell'Alleanza atlantica verso il Mediterraneo», non nascondendo il timore che «sui barconi che portano i migranti verso le coste italiane possano nascondersi anche «combattenti di ritorno» dalle zone di guerra in Medio Oriente.

Prima di partire per le rispettive destinazioni Salvini e Conte si incontreranno questa mattina. Riuscirà Conte a convincere Salvini a rientrare nei ranghi che competono al suo ruolo? Dopo una serie di scontri frontali all'interno dell'esecutivo conseguenti al protagonismo del ministro dell'Interno quest'ultimo continua a tirare diritto per la sua strada.

Al vertice convocato ieri da Conte sul tema dell'immigrazione e le politiche di gestione dei flussi hanno preso parte i ministri Elisabetta Trenta, Difesa; Danilo Toninelli, Trasporti; Enzo Moavero Milanesi, Esteri. Per il Viminale era presente il capo di gabinetto Matteo Piantedosi. Non è un mistero che con i primi due, Trenta e Toninelli, Salvini si sia confrontato duramente nei giorni scorsi sulla questione dell'arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo. E guarda caso al vertice di ieri Salvini non c'era. Ufficialmente perché impegnato per la visita in Calabria. Ma certamente che il governo convochi un vertice incentrato su questioni che da settimane lo vedono in prima linea senza Salvini, non può non lasciare perplessi. Non convincono le parole concilianti di Toninelli che all'uscita del vertice ha assicurato che con il collega tutto è chiarito.

Fonti governative lasciano intendere che sì, ci sono diversi punti di vista, ma nessuno screzio all'interno dell'esecutivo e nessuno dei ministri soffrirebbe per le «invasioni di campo» di Salvini. La natura stessa di questo governo, il modo in cui è nato, la stipulazione di un contratto, hanno come conseguenza le dinamiche conflittuali al suo interno.

In sostanza, dicono da Palazzo Chigi, è il doppio ruolo di Salvini, quello politico di leader della Lega e quello più tecnico di ministro dell'Interno, che lo portano «a forzare la mano». È ovvio insomma che un leader di partito lanci proclami, poi però deve tradurli in azione di governo. Insomma anche questo aspetto fa parte del cambiamento imposto dall'esecutivo gialloverde.

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