Per i generali americani che la tengono nel mirino è Pickaxe Mountain. Per i pasdaran pronti a difenderla è "Kuh-e Kolang Gaz La", la Montagna del Piccone. Per Donald Trump è il prossimo obbiettivo. "Probabilmente - ha annunciato ieri - tra un po' daremo un colpetto a Pickaxe". La dichiarazione sembra fatta apposta per spostare l'attenzione da uno stretto di Hormuz - ancora bloccato ed ancora in mani iraniane - e riportarla su quel nucleare iraniano invocato come fondamentale casus belli fin dai primi attacchi alla Repubblica Islamica. Ma mettere nel collimatore Pickaxe Mountain significa tornare alla guerra totale. E rinunciare ad ogni negoziato capace di garantire la riapertura di Hormuz. "Se gli americani torneranno a colpire, subiranno una risposta devastante e a pagarne il prezzo sarebbero i soldati americani e i loro partner nella regione", spiegava ieri una fonte militare di Teheran.
Ma perché la Casa Bianca ha scelto la Montagna del Piccone come nuovo casus belli? Per capirlo non bisogna scordare che le sue rocce di granito nascondono l'ultimo sito nucleare iraniano. E l'unico risparmiato, fin qui, dalle bombe. Ma cosa si celi nel labirinto di gallerie che porta a laboratori e strutture realizzati ad oltre centro metri di profondità, lo sanno solo i tecnici e gli ingegneri autorizzati a raggiungere questa struttura top secret scavata nel cuore dei monti Zagros. Da quando, nel 2020, sono iniziati i lavori di costruzione, Teheran l'ha sempre descritto come un impianto per l'assemblaggio di centrifughe avanzate. Ma le misure di sicurezza e le difese adottate spingono l'intelligence di Usa e Israele ad immaginare che nasconda qualcosa di molto più minaccioso. L'Isis (Institute for Science and International Security) - un centro di ricerca Usa specializzato in studi sulla proliferazione nucleare - ritiene che la montagna ricopra non solo un impianto per l'arricchimento non dichiarato, ma anche magazzini per la conservazione di uranio con livelli d'arricchimento vicini a quelli necessari per la realizzazione di ordigni nucleari. Quanto basta per alimentare la peggiore delle ipotesi, ovvero che la struttura di Pickaxe Mountain venga impiegata in un prossimo futuro per assemblare il primo ordigno nucleare iraniano.
Il vero problema di Trump e dei generali americani è però come colpire ed eventualmente distruggere questa struttura dai contenuti misteriosi. Il granito di Pickaxe Mountain e la profondità dei suoi laboratori potrebbero rivelarsi una barriera insuperabile anche per la "Massive Ordinance Penetrator", la più potente fra le bombe a penetrazione (bunker buster) impiegate a fine giugno 2025 per colpire il sito di Fordow. Dunque l'unica alternativa potrebbe essere l'utilizzo di una bomba nucleare tattica. O l'invio di un distaccamento di forze speciali incaricate di penetrare nell'impianto e distruggerlo. Ma usare una bomba nucleare per distruggere una minaccia mai palesatasi sotto forma di ordigno atomico potrebbe rivelarsi un passo falso politicamente devastante.
Una penetrazione del sito richiederebbe l'impiego di centinaia di militari e tempi lunghi. Esattamente il contrario di quanto prevedono le tattiche d'impiego delle forze speciali. Dunque un'operazione complessa e ad alto rischio per colpire un obbiettivo la cui valenza strategica resta oscura.
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