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Ecco la risposta a Trump: bagno di folla per Giorgia

Meloni a sorpresa tra gli alpini a Gemona in Friuli dopo lo scontro con Donald e le accuse di scarso consenso. "Accoglienza mai vista"

Ecco la risposta a Trump: bagno di folla per Giorgia
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"Brava Giorgia", "non mollare, tieni duro" e "continua così" sono le frasi che hanno accolto il presidente del Consiglio giunta a sorpresa alla sfilata del 3° Raggruppamento Alpini del Triveneto a Gemona, in Friuli-Venezia Giulia.

Applausi, grida di incitamento, saluti del pubblico con la gente che voleva superare le transenne per un abbraccio e non è mancato qualche "Trump va a f.". La premier, che ha "sfilato" per un chilometro sullo stesso tracciato degli alpini, salutava tutti con la mano, e ha detto: "C'era bisogno di questo bagno di patriottismo".

Al suo fianco il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, nell' usuale completo blu e il sindaco di Gemona, Roberto Revelant, con la fascia Tticolore.

Un passo più indietro il fido generale degli alpini, Franco Federici, consigliere militare a Palazzo Chigi. Dopo le baruffe con Trump la premier aveva necessità di un caloroso bagno di folla. "Un'accoglienza mai vista - racconta Ciriani al Giornale - Era molto contenta, quasi commossa dell'abbraccio della gente, un'iniezione di entusiasmo e italianità che fa bene al cuore e ci voleva in questo momento".

Una signora del pubblico ha donato alla premier la T-shirt con la scritta "Il Friuli ringrazia e non dimentica 1976-2026". Il motto della ricostruzione post terremoto a 50 anni dal sisma.

Ciriani aveva insistito per far tornare Giorgio Meloni in Friuli, dopo il memorabile discorso pronunciato il 6 maggio al fianco del presidente, Sergio Mattarella, sempre a Gemona che era stata devastata dalle scosse, in ricordo del dramma del sisma e dell'orgoglio della ricostruzione.

La visita è stata tenuta segreta fino all'ultimo per motivi di sicurezza e per evitare un assalto mediatico. Il presidente del Consiglio voleva solo mescolarsi agli alpini e alla gente dopo il braccio di ferro con Trump.

Meloni si è fermata davanti al labaro dell'Associazione nazionale alpini, decorato con 26 medaglie d'oro chinando il capo in segno di rispettoso omaggio. Poi è salita sulla tribuna della autorità dove ha consegnato al presidente nazionale dell'Ana, Sebastiano Favero, l'onorificenza di cavaliere di Gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica. "Sono venuta anche per consegnare questo straordinario e meritatissimo riconoscimento - ha aggiunto - per il lavoro che fa ogni giorno, ma chiaramente è un riconoscimento a tutte le nostre penne".

Ai microfoni di Tele Friuli, il presidente del Consiglio ha spiegato i motivi dell'arrivo a sorpresa: "Diciamo che avevo bisogno di un po' di sano orgoglio nazionale e, se non si trova qui, non so dove altro si potrebbe trovare. E poi era anche un'occasione per ringraziare gli alpini per il lavoro straordinario che hanno fatto durante le Olimpiadi e non solo".

Meloni non era riuscita ad andare a Genova al raduno nazionale.

Le penne nere sono state ringraziate anche dall'assessore alle Finanze del Friuli-Venezia Giulia, Barbara Zilli in rappresentanza del governatore Fedriga: "Furono proprio loro a fornire un supporto fondamentale nelle drammatiche fasi dell'emergenza (del terremoto del '76 nda) e in quelle della ricostruzione. Oggi, a distanza di mezzo secolo, possono constatare con fierezza i risultati della rinascita di questo territorio".

Ciriani ha sottolineato che "non è mai avvenuto in precedenza che un presidente del Consiglio raggiungesse per due volte in 50 giorni la stessa località".

Verso le 12 Meloni è risalita in auto non prima di essersi concessa nei selfie con delle

signore entusiaste avvolte nella bandiera italiana. In seguito ha postato sui social le immagini della sua visita accompagnate da un semplice, efficace: "Grazie per l'affetto e l'accoglienza" con un cuore e il Tricolore.

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