Emilia-Romagna, Benini (M5S): "Quanti hanno deciso le candidature dei miei sfidanti?"

Il candidato alla presidenza della Regione ha ricordato che sulla piattaforma Rousseau sono state espresse oltre 6mila preferenze per i candidati consiglieri, mentre quelli alla presidenza erano nove

La piattaforma Rousseau lo ha incoronato candidato presidente alle regionali in Emilia-Romagna con 335 voti. Simone Benini ha sottolineato che non sono poche preferenze. E ha aggiunto: “In quanti hanno deciso le candidature di Borgonzoni e Bonaccini? Se va bene 5 persone. Molte meno delle migliaia di iscritti emiliano-romagnoli al Movimento 5 Stelle”.

In un’intervista al Corriere della Sera, Benini ha ricordato che sono state espresse oltre 6 mila preferenze per i candidati consiglieri, mentre quelli alla presidenza erano nove. L’imprenditore forlivese vuole essere realista. E ha ribadito che il voto al suo partito è l’unica scelta valida per i cittadini perché temi come ambiente, inquinamento e difesa della sanità pubblica non verrebbero discussi se i pentastellati non fossero presenti in consiglio regionale. Ieri Benini aveva detto che il Movimento 5 Stelle è destinato a fare la “sentinella” per puntare in un secondo tempo a costruire insieme un futuro migliore, insieme al leader Luigi Di Maio e ai suoi collaboratori. Secondo il consigliere comunale di Forlì, è importante parlare di temi concreti nelle piazze e nei mercati. A questo proposito, Benini ha precisato che girerà nei vari territori della regione a bordo della sua auto ibrida e sui treni locali per comprendere meglio le difficoltà dei pendolari.

Il candidato alla presidenza ha spiegato perché il Movimento 5 Stelle non punta a un accordo con il Partito democratico in Emilia-Romagna, mentre a livello nazionale la situazione è diversa. “Sono situazioni differenti. Da quando è nato, in Regione e nei Comuni, il M5S fa opposizione anche dura al Pd - ha evidenziato Benini -. Abbiamo fatto opposizione alla giunta Bonaccini sulle politiche pro cemento, sulla privatizzazione dei servizi, anche sanitari, ci siamo opposti a trivelle e petrolio. Si tratta di ribadire la coerenza del nostro lavoro”.

Sugli eventuali scenari post-voto, l’esponente grillino ha precisato che una vittoria leghista non farebbe cadere l’esecutivo perché Regione e Governo sono due ambiti distinti. “E nei paesi civili i governi non cadono per elezioni regionali”, ha sottolineato Benini. Quest’ultimo ha concluso con una dichiarazione sull’importanza del voto espressa mediante la piattaforma Rousseau. “Sono una persona abituata a battersi per le proprie idee, non mi piace mai tirarmi indietro - ha detto -, ma far votare gli attivisti è sempre positivo. Faremo votare le priorità del programma ai nostri iscritti e raccoglieremo altre idee nelle piazze”.

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Commenti

cgf

Sab, 14/12/2019 - 17:48

come si dice a Forlì, signorpatacca chi ha certificato le votazioni di Rousseau? non solo la sua, tutte! Inoltre esistono i delegati ai quali fanno capo molti più di 6mila iscritti, a volte è meglio tacere che togliere dubbi. Nella sola sua Forlì, Pini prese molto di più di 6mila