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Euro digitale, Bruxelles accelera. L'uso sarà facile. Commissioni giù

Distribuito anche alle Poste Autenticazione con l'App IO

Euro digitale, Bruxelles accelera. L'uso sarà facile. Commissioni giù
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Obiettivo la "sovranità strategica" dell'Europa nell'era dei pagamenti digitali, riducendo la "dipendenza dai fornitori non europei" come circuiti di carte di credito Usa o PayPal. È questa la cornice politica e industriale entro cui si inserisce il progetto dell'euro digitale. A delinearne lo status giuridico sono gli "emendamenti di compromesso" del Parlamento europeo, il testo frutto dell'intesa tra i gruppi in Commissione Affari economici sulla proposta di regolamento. Un impianto normativo che definisce l'euro digitale come vera moneta di banca centrale con "corso legale", finora prerogativa del contante, una "passività diretta" sul bilancio della Bce verso gli utilizzatori, di cui è "proprietà esclusiva", destinata a "complementare" e non sostituire banconote e monete. Sul piano tecnico, il progetto nasce con la funzionalità sia online che offline", così da consentire pagamenti anche senza connessione semplicemente avvicinando telefono o card. Non è previsto un tetto rigido alla giacenza nei wallet, superando l'ipotesi iniziale dei 3.000 euro: sarà definito solo un "holding limit" con meccanismi da stabilire nel 2028. Il testo, atteso in Commissione Econ il 23 giugno e in plenaria a inizio luglio, è considerato in linea con le attese della Bce e vicino all'impostazione del Consiglio Ue, aprendo la strada a un accordo nel trilogo per l'adozione entro l'anno, con pilot nel 2028 e lancio nel 2029.

Centralissimo il tema dell'accessibilità: per chi non ha conto, non vuole aprirlo o ha difficoltà digitali, come anziani o persone con disabilità, "è essenziale che enti pubblici, autorità locali, o uffici postali, distribuiscano l'euro digitale".

Sul fronte sicurezza, i wallet di identità digitale europea, come l'app Io in Italia, potranno facilitare autenticazione e pagamenti. Ampio spazio anche ai costi: le transazioni "non devono essere soggette a commissioni eccessive".

GDeF

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