La questione migranti è ormai diventata il principale argomento su cui si concentra la campagna elettorale del centrodestra, complice ovviamente la corsa a destra di Futuro nazionale. Così, pur a mesi di distanza dalle prossime elezioni politiche e nel pieno di uno scontro frontale tra Roma e Madrid e con le ripetute tensioni che stanno caratterizzando il rapporto tra Italia e Germania, oggi sarà il giorno della verità rispetto all’annunciata possibile ondata migratoria dall’exclave spagnola di Ceuta (e anche di Melilla) verso il continente europeo, la ragione per cui il governo italiano ha ritenuto opportuno confermare la sospensione di Schengen con la Spagna. Secondo il quotidiano spagnolo El Mundo, al momento non ci sono prove sufficienti di una nuova ondata migratoria, tuttavia - fanno sapere le istituzioni spagnole - «non ci si può permettere di sottovalutare la minaccia». Il nodo, comunque, sarà nella sostanza sciolto oggi. E dopo forse si capirà come le diplomazie europee intendono davvero muoversi su un dossier tanto delicato: l’un contro l’altro armati come sembra in questi giorni di tensioni agostane, oppure provando a trovare un punto di caduto comune agli interessi di tutti i 27 Stati dell’Ue.
Al termine di una breve vacanza alla Maddalena, Giorgia Meloni è ora attesa in Puglia dove trascorrerà alcuni giorni in una masseria del brindisino insieme alla figlia Ginevra e ai soliti amici che tradizionalmente l’accompagnano nei giorni di relax agostani. Per la premier, la questione migranti-sicurezza resta uno dei principali dossier su cui concentrare l’attenzione e la comunicazione nei mesi a venire, il fronte su cui la competizione con l’ex generale Roberto Vannacci è evidentemente più acceso. Ieri, in una lunga intervista a Milano Finanza, la premier si è concentrata soprattutto su temi economici, ma non ha mancato di ribadire come «la stragrande maggioranza delle nazioni europee condivide la posizione che l’Italia ha espresso in questi giorni». Cioè, spiega Meloni, che «la priorità dell’Europa sia proteggere le frontiere esterne dall’immigrazione incontrollata, escludere ogni rischio di sicurezza e terrorismo, difendere la libertà di circolazione che è alla base del sistema Schengen»
Anche se i nuovi dati di Frontex indicano che in Europa gli ingressi irregolari stanno arretrando con forza (nei primi sette mesi del 2026 sono calati del 37%, a quota 61mila), la questione resta comunque uno dei principali snodi del dibattito politico. Tanto che sul punto l’Italia ha in corso uno scontro frontale con il governo spagnolo di Pedro Sánchez che difficilmente rientrerà nei mesi a venire. E pure con la Germania del cancelliere Friedrich Merz - quindi guidata da un popolare e non da un socialista - i rapporti restano tesi. La tensione è sembrata rientrare per circa 24 ore, finché il Viminale non ha comunicato che l’Italia non accetterà il rientro dei migranti transitati sul nostro Paese prima del 12 giugno, data di entrata in vigore del nuovo Patto Ue. Una presa di posizione che avrebbe di molto infastidito Berlino nonostante la scelta del governo Merz di non replicare sul punto.
