"Ora colpiamo e seminiamo il panico". I nuovi odiatori nelle chat si scambiano immagini di svastiche, bandiere dell'Isis, slogan pro Hamas, inni allo Stato islamico, simboli anarchici. Fino a istruzioni per fabbricare armi con la stampante 3D. Gli ultimi due casi riguardano una 17enne radicalizzata a Pavia, arrestata perché si dichiarava "pronta al martirio in nome di Allah" nei gruppi on line, e due militanti dell'area anarco-insurrezionalista di Roma e Milano, uno convertito all'Islam, entrambi in manette. In casa avevano manuali per costruire armi, materiale di propaganda pro Hamas e Hezbollah, bandiere con la "A" cerchiata di "anarchia". Benvenuti nella fabbrica del terrore: una filiera subdola e disordinata in cui nasce e cresce l'odio. Ad addentrarsi nelle pieghe delle nuove forme di radicalizzazione in Italia è il team di Icsa, fondazione che collabora con il dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell'Interno e guidata dal generale Leonardo Tricarico, e che di recente ha pubblicato un report sulle nuove forme del terrore. Gli "-ismi" si accavallano in un caos di "violenza ignorante": jihadismo con nazismo, insurrezionalismo e superomismo, fino alla forma di terrore che più preoccupa gli esperti: il nichilismo, cioè l'odio fine a se stesso, senza un'ideologia e ancor più scriteriato. "Rileviamo un preoccupante ampliamento dell'offerta terroristica - spiega Elettra Santori, coordinatrice della ricerca e consigliera scientifica di Icsa -. Questo è lo specchio di una deriva sociale caratterizzata da una normalizzazione della violenza che ha gioco facile nel catalizzare individui, spesso minori e migranti di seconda generazione, saturi di rabbia sociale e frustrazione".
L'ISLAMISMO
Il Giornale si è già addentrato nelle modalità con cui i gruppi del terrore pro Hamas intercettano nuovi adepti via web: potenziali lupi solitari spesso agganciati nelle chat di piattaforme di videogiochi come Roblox e condotti, a piccoli passi, ad aderire a gruppi Telegram sempre più specifici e militarizzati. "Sono pronto a servire l'Islam", scrivono i ragazzi ingaggiati.
LA NAZI JIHAD
"La razza bianca è una razza di conquistatori, dobbiamo avere una guerra", e "prendo la mazza di baseball e scendo in piazza" scriveva il 19enne arrestato ad aprile a Pavia: con la sua rete Telegram, Terza posizione (richiamando il movimento estremista di fin anni '70), incarnava il fenomeno della nazi-jihad, un ecosistema tossico nato dalla contaminazione tra neonazismo e violenza jihadista: all'interno della sua comunità convivevano simboli nazisti ed elogi ad Hamas, derive sataniste legate all'Ordine dei Nove angoli e esaltazione di stragisti come Brenton Tarrant (autore, in Nuova Zelanda, dei due attacchi terroristici di Christchurch, contro una moschea e un centro islamico). Un mix di odio "anti-tutto", costruito su contraddizioni clamorose ma pronto a colpire come una scheggia impazzita. Caratteristiche riconducibili alla nazi jihad sono state rilevate anche nel caso del ragazzo arrestato il 17 giugno dalla Digos a Bologna per detenzione di materiale terroristico. Sul suo smartphone il video integrale della strage di Christchurh, manuali per fabbricare armi artigianali, testi tradotti dal cirillico su sostanze chimiche aggressive.
L'ESTREMISMO NICHILISTA
L'estremismo nichilista violento è una delle minacce alla sicurezza sociale che più preoccupano il team di Elettra Santori. Comunità digitali come The Com e No Lives Matter sono l'apoteosi della violenza assoluta, immotivata, quella che gli esperti definiscono "post ideologica". Paradigmatico il caso del gruppo 764, la rete che più affascina i minorenni: diffonde simboli satanisti, nazisti, tutto purché indicibile e scioccante da dare in pasto a chi "gioca" al terrorismo, senza sostenere nessuna causa. Contenuti di questo genere sono stati trovati nelle chat del 13enne di Bergamo che ha accoltellato la sua prof.
L'ULTRADESTRA
Web, social e forum vengono usati come acceleratori del "risentimento bianco". I più giovani vengono fidelizzati a gruppi neonazisti paramilitari come l'Ordine di Hagal e il Werwolf division, punto di riferimento del 17enne arrestato a Pescara che stava pianificando una strage di massa in un liceo abruzzese, ispirandosi al massacro della Columbine High School. Sul pc del ragazzo frasi che inneggiavano alla razza ariana e le istruzioni per sintetizzare il perossido di acetone, esplosivo artigianale noto come "madre di Satana".
GLI ANARCO-INSURREZIONALISTI
È forse l'area del terrore in cui convogliano non tanto i minori ma i 30enne più legati alle vecchie forme di terrorismo.
La missione degli anarco-insurrezionalisti sono gli attentati (anche di piccola entità) contro edifici e infrastrutture, il modello è Alfredo Cospito, oggi recluso in regime 41 bis. È il caso di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due militanti rimasti ucciso lo scorso marzo mentre preparavano un ordigno a Roma.
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