Quasi un quarto di milione di migranti è stato sbarcato dalle Ong in Italia dal 2014 al 31 luglio. Per la precisione 229.061, soccorsi o recuperati nel Mediterraneo, ma tutti sbarcati da noi. E quasi nessuno a Malta, l’approdo europeo più vicino o in Tunisia, Paese considerato sicuro dalla Ue. E tantomeno nelle rispettive nazioni di bandiera delle ammiraglie: Germania, Francia, Spagna fino alla Norvegia. Solo dal 2023 al 31 luglio, dopo l’insediamento del governo Meloni nell’ottobre 2022, le Ong del mare ci hanno portato 40.281 migranti. Nel botta e risposta con Berlino sull’immigrazione entrano a gamba tesa. «La richiesta del Viminale al governo tedesco di fermare le Ong ha ben poco senso: non si può chiedere a uno Stato di impedire a una nave di fare ciò che il diritto internazionale le impone di fare» dichiara Sea Watch, Ong estremista di Berlino. E poi aggiungono «che Sea Watch non ha mai ricevuto finanziamenti dal governo tedesco». In realtà ottengono fondi pubblici in maniera indiretta. Nell’ultimo bilancio disponibile del 2024 hanno raccolto oltre 12 milioni di euro e quasi un paio arrivano attraverso canali di Stato. Un milione e mezzo di euro è stato incassato da una lotteria postale organizzata dai singoli Land tedeschi. Attraverso United4Rescue, un cartello che finanzia le Ong del mare, fondata dal Congresso della Chiesa evangelica nel 2019, continuano a ricevere 200mila euro nel 2024. L’istituzione ecclesiastica ottiene fondi statali che poi destina alle Ong del mare. Le chiese finanziano soprattutto la flotta dei tre aerei, che decollano da Lampedusa, per individuare migranti da recuperare nel Mediterraneo. Sos Humanity pure pontifica, ma non la racconta giusta. «Negli ultimi anni, meno del 10% in media di tutte le persone giunte in Italia è stato soccorso da ong di ricerca e soccorso» sostengono i talebani dell’accoglienza. I numeri sono diversi: dal primo gennaio al 31 luglio le Ong hanno sbarcato in Italia 3.427 migranti. Pochi per il fatto che sono crollati gli sbarchi del 53% rispetto allo stesso periodo del 2025. Però la percentuale recuperata dalle Ong del mare è del 20,63%, che aumenta al 25,36% se calcoliamo solo gli arrivi dalla Libia. In netto aumento, anche se i numeri assoluti sono diminuiti, rispetto agli anni precedenti con sbarchi più numerosi. Nel 2025 erano il 16,9% e nel 2024 il 17,9%. Solo nel 2023 gli sbarchi delle Ong si sono fermati all’8,8%. E pure Sos Humanity ha ricevuto soldi pubblici ai tempi del cancelliere social democratico Olaf Scholz. Il governo tedesco ha versato «790mila euro» confermava il portavoce della Ong, Lukas Kaldenhoff. Secondo lui la cifra è molto «esigua» rispetto alle disponibilità europee e in grado di coprire solo un quarto delle esigenze annuali della nave Humanity 1. Soldi, però, non mancano oggi: «A causa della grave carenza di capacità di soccorso, abbiamo raccolto donazioni dalla società civile per poter operare una seconda nave di soccorso, la Humanity 2». Un altro aspetto imbarazzante è che la prima nazionalità dei migranti, pure nel 2026, arrivati illegalmente via mare in Italia, provengono dal Bangladesh (4.695), paese non in guerra. Un giro d’affari per i trafficanti di 160-190 milioni di dollari l’anno.

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