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Politica internazionale

La conservatrice e la socialista insieme a difesa dell’Europa

La sinistra nel mondo è spesso durissima sul tema dell’immigrazione. E nessuno batte ciglio

Meloni al Giornale: "Ora tolleranza zero"

Una collaborazione fondata sulla concretezza, quella tra Giorgia e Mette. Due leader, partiti agli antipodi. Ma azione congiunta che nel giro di pochi anni ha portato a un cambio di rotta comunitario sui migranti. Qualcuno l’ha definita la strana coppia dell’Ue: dove socialisti e popolari se le danno di santa ragione ogni due per tre, mentre la premier conservatrice mediterranea e la collega socialdemocratica nordeuropea lavorano gomito a gomito.

La crisi di Ceuta ha solo riattivato una corsia preferenziale: anche sulla lotta alle droghe e ai traffici di stupefacenti, oltreché sul recupero dalle dipendenze. Proprio in Danimarca, è stata sigillata la Coalizione contro le Droghe (Ecad), promossa da Italia e Francia, con Frederiksen che ha avuto il merito, in seno all’Ue, di dimostrare che certe misure vanno prese senza remore ideologiche. Come aveva già dimostrato la sinistra laburista in Nuova Zelanda tra il 2017 e il 2023, con Jacinda Ardern e poi Chris Hipkins, che applicò alcune tra le politiche di frontiera più rigide al mondo senza che nessuno battesse ciglio neppure tra i democratici americani più arrembanti.

Ma l’Europa, si sa, è la patria dei diritti umani. Eppure, mentre Mette nel 2024 sosteneva la storica chiusura e il blocco della famigerata Pusher Street nel quartiere di Christiania a Copenaghen, applicava anche una linea rigidissima di assimilazione negli insediamenti urbani a forte immigrazione, diventando la madrina della politica anti-ghetto. Già dal 2021, una norma del suo esecutivo prevede la riduzione drastica della percentuale di residenti di origini «non occidentali» sotto il 30% nei quartieri a rischio. Giri di vite. Perché, disse il suo ministro Kaare Dybvad Bek, se sono troppi «aumentano il rischio di nascita di società religiose e culturali parallele». Ieri, con Meloni, il post congiunto di Frederiksen sui valori da rispettare per chi arriva in Europa. Migranti regolari considerati una risorsa. Ma le radici cristiane vanno difese, l’intesa. La lettera diventata manifesto operativo di 22 Paesi Ue su Ceuta ha solo confermato la determinazione a orientare le politiche migratorie e d’asilo verso un cambio radicale. Ma è dall’autunno 2024 che la “strana coppia” tesse riunioni tra Stati che si mostravano già in sintonia, spostando un cm alla volta l’asse dei Consigli europei. Da ideologico e partitico, a pragmatico. E con l’invidia espressa dell’ex ministro macroniano Véran che dopo un viaggio in Danimarca, tre anni fa, tornò in Francia dicendo: buone soluzioni, a Copenaghen, peccato che se le azioniamo a Parigi rischiamo le piazze.

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