L’Inps ci semplifica la vita. Che, detta così, potrebbe già essere una notizia. D’ora in avanti il certificato medico da presentare al datore di lavoro sarà retroattivo di un giorno. Cioè coprirà anche il giorno precedente alla visita del dottore. La circolare 92 del 4 settembre arriva come una benedizione a risolvere un inghippo in cui molti, in buona fede, si inceppano da sempre. Se ti senti male ma non riesci a farti visitare perché quel giorno l’ambulatorio apre solo la mattina, puoi tranquillamente prendere l’appuntamento il giorno dopo e ti verrà fornito il codice da comunicare in ufficio.
Prima questa prassi valeva solo se il medico veniva a casa tua. Ora vale anche se sei tu ad andare in ambulatorio. Ovviamente però puoi recuperare un solo giorno, non vale per una settimana. Insomma, non lascia spazio a furbate varie. Se il giorno prima era sabato, domenica o festivo, niente: in quei casi devi chiamare la guardia medica. Funziona anche per le ricadute e le continuazioni della malattia, perché spesso ci si accorge che i 4 o 5 giorni di pausa presi non sono sufficienti a recuperare. Meno medici di base in giro, più lavoro per chi c’è e agende sempre più piene: il lavoratore non dovrà pagare pegno per un sistema sanitario in affanno. I primi tre giorni di malattia (quelli non pagati) si calcolano tenendo conto anche di questa possibile «giornata bonus».
La novità è stata introdotta dall’Inps in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e ha aggiornato il precedente orientamento «per assicurare una tutela più uniforme ed efficace su tutto il territorio nazionale». «Questa novità, a lungo attesa dai lavoratori e dalle parti sociali, va nella direzione di una semplificazione sistemica che l’Istituto persegue con convinzione - spiega Valeria Vittimberga, direttore generale dell’Inps - Non si tratta solo di un aggiustamento tecnico-procedurale, ma di una risposta concreta alle trasformazioni che stanno attraversando l’assistenza territoriale nel nostro Paese. Riconoscere la tutela anche al giorno immediatamente precedente al rilascio del certificato, quando le circostanze organizzative lo giustificano, significa mettere il lavoratore reale al centro delle nostre procedure, senza penalizzarlo per difficoltà che non dipendono dalla sua volontà». «È la dimostrazione concreta - prosegue - di quella che amiamo definire una pubblica amministrazione amica: un’istituzione che non si limita ad applicare le regole, ma le adegua costantemente ai bisogni delle persone che rappresenta».
La nuova regola dovrebbe anche scoraggiare la «visita telefonica», che funziona a livello burocratico (il medico fornisce il codice malattia dopo una breve chiacchierata) ma penalizza l’aspetto sanitario.
