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Vaticano

Papa Leone cancella i tagli di Francesco e toglie il blocco degli stipendi in Vaticano

Prevost cancella i tagli imposti dal predecessore al tempo della pandemia. Sorridono dipendenti e cardinali

Nel giorno del suo 71esimo compleanno Leone XIV ha deciso di fare un regalo ai dipendenti vaticani. Una novità che arriva con un nuovo motu proprio che abroga il precedente di Francesco intitolato “Un futuro sostenibile”. Bergoglio introdusse il documento il 23 marzo 2021 tirando in ballo le difficoltà per la pandemia ed imponendo la riduzione degli stipendi per i cardinali, i superiori apicali religiosi e laici e il personale religioso oltre il blocco degli scatti di anzianità per tutti. Il nuovo documento invece mette in soffitta i tagli.

Il motu proprio

Di proroga in proroga il provvedimento, che doveva durare fino al 2023, è rimasto in vigore suscitando lo scontento dei dipendenti vaticani. Leone nel motu proprio del 1 settembre ma pubblicato oggi scrive che quelle misure “furono necessarie anche per far fronte all’eccezionale sfida della pandemiama “possono ora essere superate, nella certezza che le istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano proseguiranno, con strumenti diversi, nell’impegno di garantire la sostenibilità economica”. Insomma, non è un tana libera tutti ma Prevost ritiene che l’emergenza alla base dell’adozione di quel provvedimento sia ormai rientrata.

Le proteste

La decisione del Papa arriva dopo aver consultato la Segreteria per l’economia. Lo stop ai tagli accontenta i lavoratori vaticani. L’Adlv (l’Associazione dipendenti laici vaticani) si era lamentata anche di recente scrivendo in una nota a luglio che “la supposta penuria di risorse della Santa Sede non giustifica il fatto che i dipendenti debbano pagare per un disavanzo di cui non hanno alcuna responsabilità, discapito dei loro diritti”. L’associazione aveva puntato anche l’indice contro la Segreteria per l’economia accusata di avere “un ruolo onnipresente”. Il motu proprio dà anche un segnale di ascolto del Papa a queste rimostranze che chiedevano a gran voce un maggiore dialogo tra lavoratori e dirigenza vaticana. Il provvedimento papale però stabilisce che “gli effetti prodotti nel periodo della sua vigenza, ivi compresi gli effetti prodotti dalla sospensione della maturazione degli scatti biennali di anzianità (...) che rimane definitivamente acquisita”.

Il precedente

Già dopo l’elezione Leone aveva dato prova di voler voltare pagina rispetto all’austerità della stagione bergogliana ed aveva ripristinato la tradizione delle gratifiche per i dipendenti relativamente al periodo della sede vacante e in relazione all’elezione del nuovo pontefice. Ai lavoratori erano arrivati 500 euro in più nella busta paga di maggio 2025.

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