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Politica

“Il simbolo è di Grillo, lo dicono tutte le altre sentenze”

Lorenzo Borrè, avvocato cassazionista, ha partecipato al contenzioso che ha riconosciuto il fondatore dei 5Stelle come titolare del simbolo e del nome del Movimento

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 17-06-2023 Roma Politica Manifestazione contro il lavoro precario organizzata dal Movimento 5 Stelle Nella foto Giuseppe Conte, Beppe Grillo 17-06-2023 Rome (Italy) Politics Demonstration against precarious work organized by the Five star movement In the pic Giuseppe Conte, Beppe Grillo

«Se devo basarmi sulle sentenze precedenti e su altri elementi, che a me sembrano chiarissimi, le dico che Grillo ha ottime possibilità di vincere anche questa causa e riprendersi nome e simbolo del Movimento. Però, per correttezza professionale e rispetto di chi valuterà il caso, mi limito all’analisi tecnica».

Lorenzo Borrè, avvocato cassazionista, ha partecipato al contenzioso che ha riconosciuto il fondatore dei 5Stelle come titolare del simbolo e del nome del Movimento. A Genova, nel 2021 «l’Appello ha ribadito che l’unico titolare del nome e del simbolo è Grillo». Ora è in corso il processo a Roma (dove ha sede legale il soggetto politico rappresentato da Conte), che metterà fine alla contesa. «Ma la situazione da allora non è cambiata di una virgola».

Su cosa si è basata la sentenza di Genova?

«Uno degli elementi principali è che nell’atto costitutivo dell’associazione creata ad hoc nel 2017, e che vede tra i fondatori Luigi Di Maio e Davide Casaleggio, c’è scritto che alla denominazione del Movimento 5Stelle potrà essere abbinato il simbolo di proprietà dell’omonima associazione Movimento 5Stelle con sede a Genova, quindi fa riferimento all’associazione del 2012 fondata da Grillo».

Ma quante associazioni Movimento 5Stelle esistono?

«In questo caso parliamo di tre. La prima è del 2009, costituita da Grillo e da Casaleggio senior. L’altra del 2012, sempre con sede a Genova e che ha tre associati tra cui Grillo. E quella del 2017 creata sulla spinta dei vari contenziosi».

Veniamo a Conte.

«Nel 2022, quando inizia il suo corso, nello statuto vengono eliminati i riferimenti che rimandavano alla proprietà del simbolo, che era in capo all’associazione di Genova. E la modifica però non supera le secche dell’autoreferenzialità, perché non risulta, almeno pubblicamente, che sia stata avallata da Grillo. Ma le aggiungo un’ulteriore elemento. C’era anche un contratto che ha una clausola con cui M5S manlevava Grillo dalle spese legali dei processi a fronte dell’impegno a non contestare l’uso del simbolo».

Conte ha ammesso che il simbolo era di Grillo?

«Ammesso esplicitamente no. Ma per fatti concludenti, a mio avviso, è così. L’M5S del 2017, sia sotto la reggenza Di Maio che sotto quella contiana, si era impegnato economicamente nei confronti di Grillo affinché non contestasse l’uso del contrassegno. È stato firmato nel 2018».

Oggi però il simbolo è un po’ cambiato. Conte potrebbe appellarsi a questo?

«Sì, potrebbe, ma qui per me entra in gioco un’altra considerazione: è vero che è leggermente diverso, ma il simbolo matrice è sempre quello. Si tratta di variazioni sul tema non tali da stravolgere l’identità grafica o il principio di identificazione»

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