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Politica

L'agenda di Musk per l'Occidente

Sicurezza, immigrazione e islam: con oltre 240 milioni di follower, Elon è diventato il baluardo del mondo conservatore. Intervistato dall’Economist spiega: “Estrema destra? Io sostengo la gente normale”

Visionario Elon Musk (55 anni) è il fondatore di società come Neuralink, OpenAI, Tesla e SpaceX. Tramite quest'ultima gestisce Starlink e porta internet in tutto il mondo con i satelliti

Pensate alle elezioni. Le urne, la scheda elettorale, i partiti, le coalizioni e tutto il resto. Pensate, poi, a cosa può essere un epocale ribaltamento politico per un Paese. Ma pensate anche al rovesciamento di una dittatura o di quello che volete. E ora fate un salto logico. Provate a portare questa dinamica fuori dai Parlamenti, oltre i confini degli Stati e soprattutto cancellando le urne. Benvenuti nell’era dei social network. Il primo vero, storico capovolgimento politico porta la firma di Elon Musk. Sepolto l’uccellino buonista e ultra liberal, Mister Tesla ha issato sulle ceneri di Twitter la bandiera del free speech e ha liberato utenti, opinioni e posizioni che ai tempi di Jack Dorsey e compagni non trovavano spazio. Ora i suoi detrattori lo accusano di aver trasformato X nella trincea dell’estrema destra e di usarlo lui in primis per fare propaganda, pilotare il dibattito pubblico e influenzare il voto. Né più né meno quello che accadeva prima, solo che quando Twitter era la patria del progressismo nessuno ovviamente osava dire alcunché. Adesso, apriti cielo. Il punto, infatti, non sono le nuove linee guida di X. Il punto è che il cambio di marcia, che interessa oltre 550 milioni di iscritti (praticamente un continente digitale che conta più persone degli Stati Uniti), ha un peso politico maggiore di qualsiasi altro cambio di governo. E questo, la sinistra, non riesce a digerirlo. Tanto più se Musk, con oltre 250 milioni di follower che lo seguono, dice la sua non solo su quanto accade in America ma anche sull’Europa.

C’è un frammento molto interessante di un’intervista rilasciata all’Economist che la dice lunga sulla percezione che una certa Europa ha di Musk. L’intervistatrice: «Vivi in una realtà isolata. Anche i dati smentiscono quello che dici. Hai dipinto un quadro per cui, dato che hai molti follower, gli americani credono che il Regno Unito sia invaso da terrificanti immigrati musulmani, ci sono stupri ad ogni angolo, c’è una sorta di distruzione della civiltà». Risposta, concreta e puntuale: «Non ho detto nulla di tutto questo. Se c’è un gruppo numeroso e in rapida crescita di persone, le cui convinzioni sono antitetiche a quelle occidentali, a un certo punto ci sarà una resa dei conti».

Ora, se volete comprendere meglio l’agenda Musk, vi basta fare un giro su X. Sta tutto lì, nero su bianco. Anche l’intervista all’Economist. E poi i post e i repost. Vanno spulciati, uno a uno, epurando i suoi interessi d’azienda, che prima erano concentrati sulla corsa allo spazio e ora sulla corsa all’intelligenza artificiale. C’è il fonte anti woke, quello che da settimane l’ha portato prima a criticare e poi a sfidare Christopher Nolan e la sua rilettura dell’Odissea. Ma c’è soprattutto il fronte sicurezza che passa, anche ma non soltanto, dal contrasto all’immigrazione, dalla difesa dei confini e dall’opposizione a un islamismo dilagante. È grazie a lui che casi di cronaca nera locale assumono un’eco internazionale. È successo per esempio con la morte di Henry Nowak, brutalmente pugnalato da un sikh e soffocato nel suo stesso sangue dopo che i poliziotti lo avevano ammanettato. Una follia che non sarebbe uscita dai confini del Regno Unito se il Doge di X non si fosse offerto di «finanziare una causa per omicidio colposo contro disgustosi presunti agenti" che agiscono seguendo direttive interne che sfavoriscono i bianchi.

Nel mirino di Musk non c’è solo l’Inghilterra. Nei giorni scorsi è intervenuto per difendere Mario Roggero, condannato per essersi difeso uccidendo due rapinatori. «È pazzesco. Il giudice e il procuratore di questo caso sono quelli che meritano questa condanna». Due anni fa aveva fatto lo stesso per criticare le toghe che si erano opposte al trasferimento di alcuni clandestini nel centro costruito dal governo in Albania. Anche in quel caso il commento era stato lapidario: «I magistrati italiani se ne dovevano andare». E prima ancora si era schierato al fianco di Matteo Salvini quando aveva fermato navi piene di immigrati. «È scandaloso che sia sotto processo per aver fatto rispettare la legge».

Se nel Regno Unito simpatizza per Tommy Robinson, in Francia l’assist è per Marine Le Pen («È l’ultima speranza») e in Germania per l’AfD. Ma attenzione: a chi, come succede nell’intervista dell’Economist, gli chiede perché sostiene l’estrema destra, lui candidamente ribatte: «Io sostengo la gente normale». E poi elenca i principi di una persona normale: «Avere frontiere sicure, avere città sicure e avere una spesa pubblica ragionevole. Ditemi quali di questi tre vi sembrano estremismi di destra?». E lo stesso vale per l’islam: «Sono contrario all’imposizione di regole e leggi che sono contrarie a ciò che abbiamo imparato ad accettare in Occidente». Ecco dunque l’agenda di Musk: non il sostegno a un partito ma la difesa dell’Occidente. «Se tornassimo indietro di una decina di anni queste posizioni sarebbero state del tutto normali». Così usa un «trucchetto divertente» per dimostrarlo: attribuisce vecchie dichiarazioni di Obama a Trump e si gusta la reazione inorridita dei benpensanti.

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