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Landini fa retromarcia: sì al tavolo unitario col governo

Dopo le parole di Meloni, il leader Cgil si allinea al fronte comune con gli altri sindacati

Landini fa retromarcia: sì al tavolo unitario col governo
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Al congresso nazionale della Uil a Padova la giornata di ieri ha segnato un passaggio politico che va oltre la cronaca sindacale e ridisegna gli equilibri nel rapporto tra governo e parti sociali. L'idea di un fronte unitario tra Cgil, Cisl e Uil, rilanciata dal palco e sostenuta nelle dichiarazioni dei leader, appare infatti come l'esito di una fase nuova in cui il confronto con l'esecutivo diventa centrale.

A imprimere la svolta, secondo questa lettura, sono state soprattutto le parole di giovedì scorso della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha confermato disponibilità al dialogo senza rinunciare all'impianto delle riforme del governo. Dalla detassazione dei rinnovi contrattuali alla spinta sulla produttività, fino all'apertura su strumenti fiscali per favorire aggregazioni d'impresa e crescita dimensionale, l'esecutivo ha ribadito una linea chiara: confronto sì, ma dentro una cornice di responsabilità e coerenza delle politiche economiche.

A questo passaggio si è affiancata la posizione del segretario della Cgil Maurizio Landini (in foto), che pur rilanciando il tema dell'unità sindacale e parlando di "pluralismo" e della necessità di una trattativa "per ricostruire fiducia", ha di fatto dovuto registrare la centralità del tavolo unitario con Cisl e Uil e la necessità di confrontarsi su una piattaforma comune con le associazioni datoriali. Una postura che segna un cambio di fase rispetto alla stagione delle mobilitazioni più dure contro l'esecutivo e dei richiami alla patrimoniale. E che, nei fatti, riporta anche la Cgil dentro un perimetro negoziale più strutturato e meno conflittuale.

In questo quadro, la segretaria della Cisl Daniela Fumarola ha sottolineato la necessità di evitare scorciatoie contrattuali, mettendo in guardia dal rischio di "equivalenze contrattuali furbe", mentre il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri ha parlato di "una pagina nuova" e della disponibilità a un negoziato serrato con le imprese per arrivare a un'intesa sulla rappresentanza e sui salari.

È proprio su questo terreno che si coglie il dato politico più rilevante della giornata: una dinamica che vede la Cisl pienamente collocata in un percorso di confronto strutturato con il governo, la Uil su una linea riformista e di dialogo, e una Cgil che, pur mantenendo toni critici, si trova ora costretta a

misurarsi con un'impostazione unitaria che ne riduce lo spazio di iniziativa autonoma e conflittuale. Un riequilibrio che, di fatto, rafforza il metodo del confronto e indebolisce la stagione delle contrapposizioni frontali.

GDeF

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