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Linea dura di Burnham: via il pachistano pedofilo

Il papabile futuro premier inglese contro il capo della gang di immigrati che abusò di decine di ragazzine

Linea dura di Burnham: via il pachistano pedofilo
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È stato rimesso in libertà ieri, dopo aver scontato 14 dei 22 anni cui era stato condannato nell'agosto del 2012 nell'ambito dello scandalo della banda degli adescatori sessuali di Rochdale, pochi chilometri a nord di Manchester. Shabit Ahmed, 73enne pachistano, era a capo di un gruppetto di altri 7 connazionali e un afgano dediti all'adescamento, all'abuso sessuale e allo stupro di ragazze adolescenti della zona. Oltre cinquanta ragazzine rimasero impigliate nella sua rete, attirate con offerte di cibo e sigarette, stordite con alcol e poi stuprate ripetutamente. Conosciuto come daddy, paparino, Ahmed rappresenta il primo test di politica interna del futuro primo ministro in pectore del Regno Unito, Andy Burnham, e dell'approccio che il suo governo intenderà tenere nei confronti delle minoranze razziali e della lotta al crimine.

La storia di Ahmed e soci rappresentò un grande scandalo nel Paese, quando emerse durante le indagini della polizia e in successive commissioni di inchiesta - che per anni polizia, servizi sociali e istituzioni locali non intervennero per fermare i pedofili nonostante le numerose segnalazioni ricevute, a causa della nazionalità dei criminiali: temevano infatti che, avessero perseguito persone appartenenti a una minoranza etnica, sarebbero stati tacciati di razzismo da stampa e media. La ferita dello scandalo si è riaperta in questi giorni non solo per l'uscita anticipata di prigione di Ahmed, che dovrà risiedere in una casa sorvegliata e non potrà entrare a Rochdale e dintorni, ma anche perché non sarà espulso dal Paese e rimpatriato in Pakistan, nonostante le promesse del ministro degli Interni dell'epoca, la conservatrice Priti Patel. Ahmed, dopo la condanna, ha perso la cittadinanza inglese, mantenendo quella pachistana. La mancata espulsione è dovuta all'Immigration Act del 1971 che impedisce il rimpatrio di chi è arrivato nel Regno Unito prima del 1973 ed è vissuto nel Paese per più di cinque anni.

"Come tutti, voglio questo spregevole criminale fuori dal Paese. Le vittime devono venire prima di tutto". Così ha commentato Burnham sul suo profilo social X, riconfermando la posizione che espresse nel 2022 quando, allora sindaco di Manchester, chiese al governo conservatore di fare tutto il possibile per espellere Ahmed. Sullo stesso tono il primo ministro dimissionario Starmer e la ministra degli interni Shabana Mahmood, che vogliono continuare a mantenere una linea dura su crimine e immigrazione. Ed è proprio la lotta all'immigrazione clandestina uno dei principali risultati del governo Starmer che non è riuscito tuttavia a capitalizzare politicamente il successo nella riduzione dei flussi in ingresso: nei primi mesi del 2026 gli attraversamenti della Manica risultano in calo del 41% rispetto allo stesso periodo del 2025. Numeri importanti, dimenticati tra le lotte intestine del partito laburista, che, fossero stati comunicati e sfruttati in maniera diversa, avrebbero aiutato Starmer a raccontare una storia diversa e forse cambiare il destino del suo governo.

Mentre si appresta a prendere il potere e scegliere la sua squadra, la presa di posizione sui social di Burnham sembra segnalare una continuità politica con l'uscente governo per quanto riguarda la lotta al crimine e all'immigrazione che, se sarà mantenuta anche in futuri casi meno eclatanti, rischia di irritare la sinistra del partito. Ma aiuterà a raccogliere consensi nell'ala più moderata del partito e del Paese.

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