Litiga con la compagna incinta di due mesi e le dà fuoco con l'alcol

Il romeno in carcere per tentato omicidio. La donna 40enne è gravissima in ospedale

Litiga con la compagna incinta di due mesi e le dà fuoco con l'alcol

Orrore a Vellezzo Bellini, prvincia di Pavia, dove un uomo ha tentato di uccidere la compagna incinta dandole fuoco con l'alcol.

Il fatto, che ha sconvolto la cittadina lombarda, è accaduto la scorsa notte a una donna italiana di 40 anni, che nonostante le grave ustioni, inizialmente ha provato a proteggere il compagno. Lo ha fatto per paura o forse per amore, mentre non è chiaro se a muovere l'uomo sia stato l'odio o l'alcol. Sta di fatto che Marian Codirleanu, 41 anni, di origini rumene l'altra sera era rientrato a casa ubriaco. Lei lo aveva rimproverato. Non era la prima volta che esagerava bevendo troppo e lei glielo aveva fatto notare. Al secondo mese di gravidanza, aveva ricordato a Marian che il suo comportamento sarebbe stato tutto meno un esempio per il figlio o la figlia in arrivo.

La l'uomo non aveva voglia di ascoltare le lamentele della compagna, di sentirla chiacchierare e urlare. Così ha deciso di tagliare corto e per azzittirla ha pensato bene di cospargerla con l'alcol e poi darle fuoco. Lei ha iniziato a urlare, nonostante il dolore, nonostante le fiamme rubassero millimetro dopo millimetro il suo corpo. Ma non ha perso il coraggio ed è riuscita a dare l'allarme ai carabinieri.

Quando i militari sono giunti sul posto, la poveretta ha detto di essere rimasta vittima di un infortunio domestico. Poi ha ammesso la verità e qualche istante dopo è svenuta.

I sanitari con l'ambulanza l'hanno trasportata all'ospedale Niguarda di Milano, dove è stata ricoverata per bruciature sul 50 per cento del corpo. Ma, secondo i sanitari, non sarebbe in pericolo di vita e non avrebbe perso il bambino.

Marian, invece, è stato arrestato poco dopo dai miltari di Bereguardo, provincia di Pavia, con l'accusa è di tentato omicidio e lesioni gravissime ed è in attesa di interrogatorio da parte del pm Paolo Pietro Mazza.

«Faremo tutti gli accertamenti con la massima urgenza a fronte di un fatto così grave», ha spiegato il procuratore della città lombarda, Mario Venditti, senza fornire ulteriori dettagli sul caso.

Quanto è accaduto riporta alla mente il delitto di Sara Di Pietrantonio avvenuto il 29 maggio 2016 in via della Magliana, alla periferia di Roma. La poveretta era stata seguita per tutta la sera dall'ex fidanzato, Vincenzo Paduano, ex vigilante di 28 anni, che non accettava la fine della loro storia e tantomeno che lei frequentasse un altro. La considerava qualcosa di sua proprietà. Accecato dalla gelosia aveva portato una bottiglia di alcol a suo dire per danneggiare la sua auto, ma alla fine era stata la giovane a morire in quell'Inferno.

La violenza sulle donne non accennano a diminuire, purtroppo, e dall'inizio dell'anno sono 38 quelle ammazzate da mariti ed ex, compagni e fidanzati o familiari e in media non si contano mai meno di due vittime a settimana. Venticinque quest'anno e fino a oggi sono state uccise dal partner.

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