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La "lotta" di Israele. Forza e normalità sotto i missili iraniani

Smentite le fake news sulle fughe. I razzi vicino al Santo Sepolcro

La "lotta" di Israele. Forza e normalità sotto i missili iraniani
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Israele notoriamente ha solo dieci milioni di abitanti, ma il video in cui Netanyahu beve tranquillo un caffè in un locale pubblico di Gerusalemme e spiega sorridente di essere vivo, ha avuto 65 milioni di visioni e la ragazza che lo serve è diventata una superstar in poche ore. Netanyahu reagisce a una fake news che lo dichiara morto. Non è la sola, c'è un video filmato in Nepal che mostra una massa di persone che cercano funghi, presentati come israeliani che si avventurano attraverso il deserto in una fuga da Israele, terrorizzati dall'Iran. Netanyahu risponde a un'aggressione mediatica plurima, che cerca di deprimere Israele, di dichiararlo sconfitto: l'opposto della realtà, la pretesa di ammazzarlo è talmente lontana dalle possibilità degli iraniani, che in maglietta e aria sportiva può andare al caffè, mentre i suoi nemici, persino nel profondo dei loro bunker sono obiettivi ben raggiungibili. Con espressione d'entusiasmo, "ani met!" ("sono morto"), sì, ma d'amore per il popolo ebraico dice, è incredibile la bravura della gente. Tocca un punto filosofico importante: su Israele aleggia la criminalizzazione antisemita perenne. Solo Israele e pochi giusti riconoscono la situazione corrente di lutto e di sofferenza continua in quasi tutte le famiglie israeliane, si corre nei bunker ogni notte tre-quattro volte coi bambini in braccio, i missili iraniani, come ieri a Gerusalemme. Hanno sfasciato un tetto a Gerusalemme Est fra Silwan e Ras el Amud, hanno anche cosparso di pericolosi residui del missile cluster nella Città Vecchia a due passi dal Sacro Sepolcro. I missili feriscono e uccidono, solo le ferree regole e i sistemi di difesa proteggono la gente, le scuole sono chiuse, nel Nord di Israele solo gli eroi non sono sfollati a causa dei colpi incessanti degli Hezbollah, e tutto questo non conta niente nell'opinione pubblica mondiale.

Israele viene disegnato come un soldato che uccide. Ma la società è pacifica quanto decisa a sopravvivere all'odio jihadista, e Netanyahu ha saputo rappresentare come Israele vive e beve il caffè, non si lamenta. È felice anche di essere protagonista nella propria guerra di liberazione contro l'Iran, che lo ha perseguitato dal 1979, mentre per esempio George W. Bush gli impedì di partecipare alla guerra contro Saddam Hussein che la bombardava.

Per strano che possa apparire sono felici i contadini che nel Nord subiscono l'incessante attacco. Sono sempre là sotto i missili, ogni mattina col thermos di caffè li trovi a mungere mentre li bombardano. È fiera la commessa della boutique che va a aprire un negozio non indispensabile ma che "fa allegria" dice, la maestra di ginnastica che viene a casa sfidando la sirena, le signore che al Museo della Scienza vanno a zappettare le loro coltivazioni di fiori e verdure sociali, correndo in qualche rifugio a ogni sirena, chi va lavorare e si butta per terra accanto alla macchina come dicono gli ordini, i ragazzi di Tel Aviv che dopo lo studio si trovano la sera per un bicchiere. Nessuno può dormire, gli ospedali ricevono feriti, si occupano di bambini in stato di crisi, una parte delle scuole tenta di riaprire. I soldati sono orgogliosi di difendere il Paese, richiamati nelle riserve, lasciando a casa i piccoli, cominciando a contare i giovani uccisi.

È difficile immaginare lo stato d'animo di questo Paese che sente di stare cambiando la storia per i loro figli se l'Iran finalmente verrà sconfitto; difficile per chi ormai celebra una liturgia negli studi tv, nella politica, nei giornali, nelle cene, i buoni e i cattivi sono comparse, chi esclama spesso "diritto internazionale" o "diritti umani" e anche "imperialismo". In realtà mentre la tv ti mostra le vicinanze di casa colpite dai missili devi sapere reinvertarti la vita e lo si fa: il mondo non aveva mai sentito parlare di "missioni di salvataggio" per riportare in Israele quelli che erano all'estero. Bene, qui la gara per tornare da fuori sotto le bombe è stata totale, l'opposto delle immagini false di ebrei che si spingono all'aeroporto per scappare ed è una balla che Iron Dome non funziona bene: salva migliaia di persone ogni giorno.

L'inserto di sabato del JPost offre concerti; i cuochi insegnano a cucinare piatti nuovi alla tv; gli iraniani ospiti qui parlano della bellezza del loro Paese dove torneranno quando l'orribile regime che li ha messi in fuga, cadrà...

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