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L'ottimismo contagia i mercati, frena l'energia

L'ottimismo contagia i mercati, frena l'energia
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Un accordo sembra davvero vicino questa volta. I venti di pace tra Stati Uniti e Iran sono tornati a portare ottimismo sui mercati di tutto il mondo con Trump che ha lasciato intendere che nei prossimi giorni a Ginevra si potrebbe firmare la pace. A partire dal Giappone che ha archiviato la seduta guadagnando il 2,8%, prima ancora che vedesse i prezzi del petrolio scendere. Ieri infatti il Brent si è mantenuto ben al di sotto dei 90 dollari a barile, scendendo fino a 87 dollari, retrocedendo di quasi il 4%. Anche il Wti si è mosso nella stessa direzione, fermandosi a 84,4 dollari al barile (-3,7%). Guardando invece ai prezzi dell'energia, ad Amsterdam il prezzo del gas al Ttf ha chiuso a 46,6 euro al megawatt/ora (-6,2%).

Tornando a guardare ai listini, a Milano il Ftse Mib è rimasto, per il secondo giorno consecutivo, intorno ai 51.500 punti, in crescita dell'1,9%. A spingere la Borsa italiana, però, non è solo la fiducia nella pace, ma anche il risiko bancario che continua a catalizzare l'attenzione degli investitori a Piazza Affari. In deciso rialzo anche Parigi (+1,8%) e Francoforte (+1,7%), poco più indietro Londra (+1,6%) e Amsterdam (+0,92%). Positiva anche Wall Street, dove, alle 19.30 italiane, la crescita era intorno allo 0,36%, spinto anche dal debutto sul Nasdaq di SpaceX.

Insomma, nonostante l'ottimismo gli operatori continuano

comunque a mantenere una certa prudenza. Nelle ultime settimane i mercati hanno reagito con forti oscillazioni a ogni indiscrezione proveniente dal Medioriente e la firma di un accordo resta, almeno per ora, soltanto un'ipotesi.

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