Luigi Di Maio fa mea culpa su Uggetti e agita le acque nel M5S

Luigi Di Maio ha scelto Il Foglio per scusarsi con l'ex sindaco di Lodi: per molti le sue parole e le modalità rappresentano il cambio passo del M5S

Luigi Di Maio fa mea culpa su Uggetti e agita le acque nel M5S

Luigi Di Maio fa mea culpa per la vicenda che riguarda il sindaco di Lodi, Simone Uggetti. Il primo cittadino fu arrestato e costretto alle dimissioni nel 2016 ma due giorni fa è stato assolto perché il fatto non sussiste. Luigi Di Maio ha ammesso il suo errore con una lettera inviata al quotidiano Il Foglio, non a Il Fatto Quotidiano. In questo gesto in molti ci hanno letto una rottura tra il Movimento 5 Stelle e il quotidiano che da sempre supporta i grillini.

Il ministro degli Esteri è pentito per aver contribuito, per aver "esacerbato il clima" con quelle che oggi definisce modalità "grottesche e disdicevoli". Il clima era quello dell'accesa campagna elettorale per le ultime elezioni amministrative ma il modo in cui si scelse di combattere la battaglia politica, per Luigi Di Maio, non è stato corretto. "Si potevano, certo, chiedere le dimissioni del sindaco ma campagne social, sit in di piazza, insinuazioni, utilizzo di frasi al condizionale che suonano come indicative, col senno di poi, credo siano stati profondamente sbagliati", ammette oggi il ministro degli Esteri.

Le parole di Luigi Di Maio, giunte totalmente inaspettate, fin dal mattino hanno fatto rumore nelle chat dei parlamentari 5S ma anche degli altri partiti. In molti vedono la possibilità di un cambiamento politico per il ministro ma anche per il MoVimento: "È un piccolo passo per Di Maio, vediamo se sarà un grande passo per il M5S". C'è chi, invece, in queste parole vede ben altro: "Sono in arrivo indagini per il M5S". E poi c'è chi ci vede un balzo in avanti per la leadership politica da parte del giovane avellinese: "È la mossa di Luigi per riposizionarsi e riposizionare il Movimento". Eppure, proprio per la logica dello scacchiere, l'uomo che Di Maio avrebbe dovuto sorpassare nella corsa alla leadership, ha fatto la contromossa. Giuseppe Conte, infatti, ha commentato le parole di Di Maio: "Riconoscere un errore, come ha fatto oggi Luigi Di Maio, è una virtù. Alimentare la gogna mediatica per contrastare gli avversari a fini elettorali contribuisce all'imbarbarimento dello scontro politico".

L'unica voce fuori dal coro sembra essere quella di Alessandro Di Battista, che più che concentrarsi sul fatto in sé mette a nudo una certa ipocrisia nel Movimento 5 Stelle: "Giorni fa non è stato arrestato anche il sindaco di Foggia in quota Lega? E che alcuni esponenti dei Cinque Stelle lo hanno attaccato? Allora non dovevano farlo perché ovviamente è innocente fino a sentenza passata in giudicato?". Buffagni va addirittura oltre e propone la candidatura di Simone Uggetti al collegio di Siena.

Nel frattempo, però, ha parlato anche il diretto interessato, l'ex sindaco di Lodi: "Mi fa molto piacere questo tipo di riconoscimento anche perché non riguarda solo me ma anche la mia famiglia. Spero che questo mio calvario sia stato anche utile: voglio sperare che ci sia una presa di contatto con la realtà e che si capisca che dietro a un arresto o a un'indagine ci sono persone con i loro affetti".

A modo suo, e senza troppa convinzione, con Luigi Di Maio si è congratulato anche Matteo Renzi: "Qualcosa sta cambiando, il giustizialismo non tira più, il populismo è in crisi. Nessuno potrà cancellare le sofferenze anche umane di quel periodo. Oggi però emerge un fatto politico: avevo chiesto anche due giorni fa che si scusassero pubblicamente. Lo hanno fatto: meglio tardi che mai. Il tempo è galantuomo: la verità arriva prima o poi. E su questi temi il meglio deve ancora venire".

Oggi il clima sembra essere quello della pax ma in tanti si chiedono per quanto ancora durerà. Intanto, su quest'onda, la responsabile Giustizia Pd Anna Rossomando ha commentato: "Se partiamo da questa base, arrivare a una riforma del processo penale che metta al centro tempi certi e garanzie, diventa un obiettivo raggiungibile". Immediato il freno da parte di Stefano Buffagni: "La riforma della Giustizia va affrontata con equilibrio. Ci sono temi su cui riflettere, da modificare in maniera seria".

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