LA MAPPA DEL CONTAGIO

Bari. L'ultimo focolaio è nell'ospedale San Pio di Castellaneta, provincia di Taranto. Un medico passato da Milano i primi giorni di marzo sarebbe tornato al lavoro con i sintomi del Covid 19 senza avvertire nessuno

Bari L'ultimo focolaio è nell'ospedale San Pio di Castellaneta, provincia di Taranto. Un medico passato da Milano i primi giorni di marzo sarebbe tornato al lavoro con i sintomi del Covid 19 senza avvertire nessuno, senza rispettare i protocolli di sicurezza. Avrebbe prima lavorato al pronto soccorso, poi in diversi altri reparti. Il risultato è che adesso sette operatori sanitari, fra primari e infermieri, sono contagiati. Altri tre sono sotto osservazione, mentre l'intero personale della struttura è stato sottoposto al tampone. Il governatore della Puglia Michele Emiliano ha chiesto l'avvio di un procedimento disciplinare per il dottore, non escludendo l'ipotesi del licenziamento.

Nel frattempo, questo ennesimo comportamento irresponsabile rischia di allargare ancora di più il contagio nella regione, dove sono attualmente 551 le persone colpite da coronavirus, 26 quelle decedute. E l'atteso picco potrebbe far salire di molto queste cifre, visto che molti dei pugliesi rientrati negli ultimi giorni dalle città del Nord. A confermarlo sono i dati raccolti nei principali scali ferroviari: solo nell'ultimo fine settimana il 15% delle persone controllate è stato trovato con la temperatura alterata o con i sintomi dell'influenza. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di studenti in arrivo da Lombardia e Veneto. Ciò che gli amministratori locali meridionali temevano si sta quindi avverando: tanti familiari dei ragazzi rientrati in Puglia tre settimane fa, dopo la chiusura delle università, sono già positivi al virus. Le persone rientrate quelle che si sono auto denunciate sono infatti 23.676, di queste 16.859 hanno lasciato il Nord dopo l'8 marzo. Se l'epidemia dovesse dilagare come accaduto in Lombardia il sistema sanitario regionale non potrebbe reggere. Già oggi mancano le dotazioni di sicurezza essenziali. Per il momento sono 4.789 i tamponi effettuati in tutta la Regione, più del 10% dei pazienti è risultato positivo al Covid 19, e la curva del contagio è in costante crescita.

Aumentano invece i casi in provincia di Latina: 15 nuovi positivi, di cui 11 trattati a domicilio. Qui sono 192 i pazienti in sorveglianza, mentre sono 760 in isolamento domiciliare. Si conferma la criticità del Comune di Fondi dove i contagi sono saliti, con i registrati ieri, a quota 47. Da ieri il comune è «zona rossa»: non si può entrare o uscire senza autorizzazione. Oggi ci sarà la sanificazione del mercato ortofrutticolo. Sono inoltre partite le prime Tac per l'individuazione precoce del sospetto di polmoniti ed è presente un camper per effettuare i tamponi perché si teme una nuova Codogno.

Altre Regioni del Sud hanno deciso di chiedere l'aiuto dell'esercito. Le prime sono state Campania e Sicilia dove i militari sono già al lavoro per vigilare nelle città e nei punti di arrivo dei passeggeri affinché le restrizioni anti coronavirus siano rispettate. Anche qui il numero dei contagi è in costante aumento. In Campania i cittadini colpiti positivi sono 702 è il dato più alto del Sud -, 17 quelli che hanno perso la vita. In Sicilia i casi accertati sono invece 379, con quattro decessi. La situazione è molto difficile anche in Sardegna, dove i malati hanno raggiunto quota 288 (due le persone non sopravvissute) e in Calabria, dove si contano 201 contagi e quattro decessi. Per il momento la situazione resta sotto controllo in Molise, dove i positivi sono 39 (cinque le persone decedute) e in Basilicata dove i contagiati sono 52 e dove - caso unico in Italia - nessuno ha perso la vita.

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