Milano come Teheran o Islamabad. È questa l'immagine che la città ieri pomeriggio ha restituito ai suoi cittadini ma anche ai turisti, mentre in piazza Duca D'Aosta, davanti alla Stazione Centrale, si radunavano gli islamici provenienti da diverse parti della Lombardia e non solo, per il corteo dell'Ashura. Migliaia di persone vestite di nero hanno invaso il piazzale antistante il principale scalo ferroviario del Nord Italia, per poi sfilare in corteo lungo via Vittor Pisani, bloccando il traffico nell'ora di punta. Si tratta di una processione religiosa sciita che commemora il martirio dell'imam Husayn, avvenuto a Karbala nel 680, che viene celebrato anche mediante la battitura del petto da parte degli uomini, che talvolta arrivano all'autoflagellazione. E le donne? Loro ci sono ma sono invisibili alla vista, velate, separate dagli uomini, nascoste dentro recinti e posizionate dietro un telo nero, annullate. "L'ennesimo episodio di evidente discriminazione verso le donne, che ormai è consuetudine in molte comunità musulmane. Il sindaco Sala non ha nulla da dire di fronte a queste immagini? Schlein, Boldrini e il Pd considerano queste scene un arricchimento culturale e un'integrazione positiva? Le femministe staranno in silenzio come al solito, pur di non affrontare il tema del patriarcato islamico?", ha dichiarato Silvia Sardone, vice segretaria della Lega e consigliera comunale a Milano, che per prima ha raccolto le immagini della "nuova" città in versione musulmana. A inizio giugno, a Milano, è stata negata la tradizionale processione del Corpus domini, che ha sempre avuto un percorso cittadino.
La comunità islamica, invece, ha potuto "prendere possesso" di un'ampia parte di Milano per una celebrazione le cui caratteristiche contrastano nettamente con i valori occidentali di libertà ed emancipazione femminile, di cui il capoluogo si è sempre fatto portabandiera con orgoglio. "Una prova di forza che dimostra la sempre più massiccia e preoccupante islamizzazione nel nostro Paese", l'ha definita Sardone, mentre in città hanno sventolato a lungo le enormi bandiere islamiche commemorative tra la marea umana di persone che hanno partecipato all'Ashura. "Colpisce il numero dei presenti e l'islamismo sempre più evidente", ha spiegato ancora la vice segretaria della Lega, che da anni lotta contro una deriva che sembra inesorabile, come un effetto domino impossibile da fermare per una cultura che non rispecchia la città e la sua tradizione secolare. Come già avvenuto altrove in Europa, come a Londra o a Parigi, solo per citare due metropoli in cui il fenomeno è evidente.
"Il rischio serio è che, in nome del politicamente corretto e di una finta integrazione, continueremo a nascondere o censurare i nostri simboli, la nostra cultura e la nostra identità per subire tradizioni che non ci appartengono e sono inconciliabili con i nostri valori, a partire
dalla libertà delle donne", ha concluso Sardone, fotografando i danni causati da chi ha interesse a "coccolare" i "nuovi italiani", tutelandoli a ogni costo, anche se questo significa andare contro gli ideali occidentali.