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Ne soffre il 2-4 per cento dell'intera popolazione. "Adrenalina salvavita"

La reazione del sistema immunitario e la confusione con le intolleranze

Ne soffre il 2-4 per cento dell'intera popolazione. "Adrenalina salvavita"
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"Le allergie alimentari sono diffuse e sottovalutate ma, diversamente dalle intolleranze, sono potenzialmente mortali e non dipendono dalla dose di allergene a cui si viene esposti. Chi ne soffre, deve avere con sé autoiniettori di adrenalina, che è il farmaco salvavita in questo caso, ed è importante che sappia utilizzarli. Questi dispositivi dovrebbero essere presenti nei luoghi pubblici". L'appello arriva da Mario Di Gioacchino, professore di allergologia all'Università di Chieti-Pescara. La speranza è che la notorietà dell'ultima vittima della sottovalutazione delle allergie alimentari, l'ex campione di scherma Aldo Montano, possa contribuire a sensibilizzare la comunità su questo fenomeno.

Prima di tutto è opportuno sottolineare la differenza tra allergia e intolleranza. La prima è una risposta anomala del sistema immunitario verso proteine normalmente innocue contenute negli alimenti. La reazione può essere scatenata anche da quantità minime dell'alimento, compare rapidamente, spesso entro pochi minuti e raramente oltre le due ore e può evolvere fino all'anafilassi, una reazione potenzialmente mortale, anche se nella maggior parte dei casi intervengono anticorpi IgE che provocano il rilascio di istamina e di altri mediatori dell'infiammazione.

L'intolleranza è invece una reazione avversa che non coinvolge il sistema immunitario e può essere provocata da deficit enzimatici, effetti farmacologici di alcune sostanze presenti negli alimenti e altri meccanismi talora poco chiari. In genere la comparsa dei sintomi è più lenta, la gravità è direttamente proporzionale alla quantità ingerita, i sintomi sono prevalentemente gastrointestinali e non c'è rischio di anafilassi.

Le allergie alimentari più diffuse sono quelle nei confronti di frutta a guscio, arachidi, pesce, crostacei, molluschi, alcuni frutti freschi e sedano, mentre tra i bambini sono frequenti anche quelle al latte vaccino, all'uovo, alla frutta a guscio, al grano e alla soia. Le intolleranze più diffuse sono quella al lattosio (di gran lunga la più frequente), causata dalla ridotta produzione dell'enzima lattasi, necessario per digerire il lattosio, quella ai solfiti e all'istamina. Caso a parte quello della celachia, che è una malattia autoimmune provocata dal glutine in soggetti geneticamente predisposti.

Le allergie alimentari interessano circa il 2-4 per cento della popolazione, con percentuali più elevate nei bambini, mentre le intolleranze sono significativamente più frequenti. Per diagnosticare un'allergia servono anamnesi accurata, test cutanei (Prick test), dosaggio delle IgE specifiche e test di provocazione orale.

I 14 allergeni obbligatori in etichetta nell'Ue sono cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa e solfiti, lupini e molluschi.

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