Il nemico numero 1, Franco Baresi, lo conosceva benissimo: un anno fa era stato operato per un nodulo polmonare che gli era stato tolto con un tecnica chirurgica mini-invasiva. Ottimismo, dopo l’esito, anche se successivamente ha avuto bisogno di una “terapia di consolidamento a base di immunoterapico”, spiegava una nota del Milan.
Di cosa si tratta
Quando si parla di nodulo o nodulazione polmonare ci si riferisce a una piccola massa nel tessuto polmonare che non deve essere superiore ai 3 cm: oltre quella misura si parla di massa polmonare, un tipo di lesione che necessita di controlli più approfonditi. I noduli, spesso, sono di natura benigna e rappresentano cicatrici o vecchie infezioni. Per scoprire questa problematica è necessaria una Tac.
Quali sono i sintomi
Soprattutto in una fase iniziale, questa patologia non dà sintomi particolari: in fase più avanzata, invece, iniziano le difficoltà alla respirazione, tosse, infezioni. Anche se nel caso di Baresi non si è parlato apertamente di tumore ai polmoni, la tipologia di cure che ha ricevuto è la stessa che si utilizza per un carcinoma polmonare, un tumore maligno.
Le cure disponibili
“Inizialmente, l’immunoterapia era stata introdotta per trattare una neoplasia in fase avanzata o metastatica, per rallentare la progressione della malattia e prolungare la sopravvivenza dei pazienti”, ha dichiarato al Corriere il professor Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom). “Ai giorni d’oggi si può prescrivere come cura di consolidamento dopo chemioterapia e radioterapia nella malattia localmente avanzata non operabile”.
Il nodulo al polmone si tratta in base all’origine dello stesso: come detto, se si tratta di natura benigna, sono sufficienti i controlli periodici per capire l’evoluzione; invece, altre volte è necessario l’intervento chirurgico per rimuoverlo. Nel caso di una diagnosi di tumore, la cura dipende dallo stadio di avanzamento della malattia.
Come fare prevenzione
Gli esperti spiegano che, innanzitutto, per limitare i fattori di rischio che possono portare allo sviluppo del tumore al polmone è fondamentale lo stile di vita, controlli medici periodici e l’abolizione del fumo. Nonostante i passi da gigante che la Medicina ha sviluppato oggi, il cancro al polmone rimane ancora un nemico importante. Circa sette persone su dieci lo scoprono in fase avanzata con ridotte possibilità di guarigione.
“Oggi c’è un esame che può salvare la vita a chi è più a rischio: la TAC spirale (tomografia computerizzata del torace a basso dosaggio di radiazioni) è efficace per scoprire un carcinoma polmonare ai primi stadi, quando le probabilità di guarigione definitiva sono elevate”, conclude Di Maio.
