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Nessy Guerra, il marito libero con 83 euro

Gli sforzi per il rimpatrio della donna, Tajani rassicura: "Grande lavoro diplomatico"

Nessy Guerra, il marito libero con 83 euro
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Si aggrava la situazione di Nessy Guerra, la donna di Sanremo bloccata in Egitto con la condanna di adulterio. Suo marito Tamer Hamouda sta per uscire dal cercere, dove si trova da martedì dopo la condanna, per minacce, del console: per liberarlo basterà una cauzione di 5mila sterline egiziane. Cioè meno di 83 euro. "Sarà di nuovo a piede libero - dice lei su Instagram - E sapete qual è la cosa peggiore? Il Console Orazio Gioacchini, che è stato molto coraggioso a denunciare, è la persona in questo momento più esposta e va tutelato. Chiediamo tutela, protezione e giustizia". Ovviamente Nessy teme anche per se stessa e per la figlia di tre anni, Aisha, sulla quale pende il divieto di espatrio.

L'arresto di Hamouda, "sicuramente non riguarda crimini commessi nei confronti della signora Guerra" spiega l'avvocato della donna, Agata Armanetti. Hamouda "ha minacciato pesantemente il vice console onorario italiano a Hurghada, Orazio Gioacchini, recandosi presso il consolato e chiedendo denaro. Ricordiamo che questo signore - aggiunge il legale - è una persona fortemente squilibrata da un punto di vista psichico, che si proclama Gesù Cristo e dice di fare miracoli oppure di scatenare tornado, terremoti e quant'altro". Ma al dì là della scarcerazione dell'uomo, restano parecchi ostacoli da superare prima che Nessy possa tornare in Italia, tre in particolare. "Il primo è sicuramente quello del termine per la presentazione del ricorso in Cassazione, che scade verso la fine del 2026, il 26-27, per cui prima di allora bisogna depositare assolutamente un ricorso per rivedere il processo di primo e secondo grado". Secondo la legale Armanetti, "la scelta della seconda sentenza è un po' più ridicola della prima", e per questo la difesa spera che la Cassazione, che si svolgerà al Cairo, possa valutare il caso diversamente rispetto ai giudici che, a suo dire, "hanno condannato Nessy a prescindere, in totale assenza di prove". E poi ci sono l'affido della bambina, la cui udienza è fissata il 6 agosto, e lo sblocco all'espatrio: Aisha al momento non può partire senza l'autorizzazione del padre fino a quando non avrà compiuto 21 anni. Per rimuovere il divieto in Egitto occorrono alcune condizioni: "La prima è che lui consenta, la seconda che venga dichiarato incapace di intendere e di volere, la terza che passi a miglior vita". La quarta strada, ha spiegato, "è quella che noi stiamo percorrendo", ossia "fare di nuovo una lunga causa affinchè venga concesso da parte del Tribunale della famiglia lo sblocco all'espatrio". Per questo, "insistiamo con le autorità italiane affinchè venga concordato un rientro della signora Guerra in forma politica".

"Noi seguiamo giorno per giorno la vicenda, abbiamo trovato una sistemazione logistica, un appartamento per la giovane italiana che sta lì con la figlia - spiega il ministro della Farnesina, Antonio Tajani - Stiamo facendo di tutto, parlando anche con le autorità egiziane, per farla rientrare in Italia il prima possibile, ma c'è una sentenza purtroppo di condanna e questo non dipende da noi. Mi auguro che poi alla fine gli egiziani accolgano le nostre richieste, stiamo lavorando intensamente a livello diplomatico".

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