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Cronaca giudiziaria

“Per Desirée un mini indennizzo. Ricchi i ladri uccisi da Roggero”

Barbara Mariottini, madre della ragazza di 16 anni drogata, stuprata e abbandonata in agonia in uno stabile occupato a San Lorenzo, a Roma, denuncia il mancato risarcimento concesso da parte dello Stato

Drogarono e stuprarono Desirée, ora sono a processo: "Violati i nostri diritti"

Le hanno ucciso la figlia di sedici anni, dopo averla stuprata e drogata lasciandola agonizzare per ore nei locali luridi di uno stabile occupato a San Lorenzo, nel centro di Roma. È successo il 9 ottobre del 2018. E ora, alla sua richiesta di risarcimento, quasi la sbeffeggiano. Lo Stato si chiama fuori. Nega di avere responsabilità alcuna per la morte di Desirée, lasciata nelle mani di quattro delinquenti africani. Lei, la madre, si chiama Barbara, è indignata ovviamente, ma più che indignata è stupita.

È vero che le hanno assegnato un risarcimento di 75mila euro?

«Non è esatto. Il risarcimento me lo hanno negato. Mi hanno detto che non ne ho diritto. Mi hanno solo concesso l’indennizzo previsto per le vittime di reati violenti».

E a quanto ammonta?

«25mila euro per la violenza sessuale e 50mila euro per l’omicidio. Soldi da dividere tra me e il padre».

C’è anche un padre?

«Sì, ma non viveva con noi e non ha mai riconosciuto Desirée. L’ha riconosciuta solo dopo la morte».

E lei dovrà dividere i soldi con lui?

«Sì, quindi in tutto mi daranno poco più di 35mila euro. Alla sorella di Desirée, invece, neanche una lira».

Perché?

«La legge prevede che l’indennizzo possa essere concesso solo alla madre, al padre, al marito o alla moglie e ai figli. Ai fratelli no».

Perché non le hanno concesso il risarcimento?

«Ho fatto causa civile allo Stato per chiedere il risarcimento, ma l’ho persa».

Cosa contestava nella causa?

«Gli assassini di mia figlia erano tutti irregolari, arrivati in modo illegale coi gommoni, e avevano ricevuto un decreto di espulsione. È compito mio o dello Stato mandare via dall’Italia chi è stato espulso?».

Immagino che sia dello Stato.

«Appunto. Lo Stato è colpevole di non aver mandato via quei criminali, e quei criminali hanno ucciso mia figlia. Se fossero stati espulsi non avrebbero ucciso Desirée».

E con quale motivazione i giudici hanno respinto la vostra richiesta?

«I giudici dicono: Conta chi l’ha uccisa. E l’hanno uccisa i quattro africani. Ma i quattro africani sono nullatenenti e dunque non possono risarcire».

Recentemente si è saputo dell’enorme risarcimento al quale è stato condannato il gioielliere piemontese Mario Roggero, che ha ucciso due rapinatori che avevano svaligiato la gioielleria e minacciato col coltello alla gola sua figlia.

«Appunto. A loro centinaia di migliaia di euro e a me 35mila? Forse la legge prevede che se la vittima ha appena commesso un reato contro il condannato, allora la condanna deve essere più dura? Perché mia figlia non aveva commesso nessun reato, mia figlia era assolutamente innocente a differenza dei due ragazzi uccisi da Roggero. È questa la sua colpa? L’innocenza?».

I giovani clandestini che hanno drogato, violentato e ucciso sua figlia non sborseranno una lira?

«Macché. Loro dicono: Siamo nullatenenti. Non possiamo dare soldi. E così hanno avuto il processo gratuito, persino gli interpreti gratis».

Gli interpreti?

«Sì. Mica dall’inglese. Dalla lingua del Senegal e della Costa d’Avorio»

Per quali danni lei aveva richiesto il risarcimento?

«Un danno morale e psicologico irreparabile. Non credo di dover spiegare cosa succeda a una madre che perde una figlia di 16 anni. Lo Stato non avrebbe il dovere di assistere le vittime in qualche modo?».

Non lo ha fatto?

«No, nessuno è venuto a bussare alla mia porta per dirmi: Signora, venga con noi, le facciamo incontrare un medico, uno psicologo o uno psichiatra».

L’hanno lasciata sola?

«Sì, solissima. Ho dovuto pagare di tasca mia non solo gli avvocati e le spese legali, ma anche gli psichiatri».

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