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"Non si cancella la storia della città. Scelte altre culture, ci ritiene inutili"

La chef e ristoratrice Lidia Bastianich divisa tra Italia e Manhattan: "Come si possono ignorare 3 milioni di persone?"

"Non si cancella la storia della città. Scelte altre culture, ci ritiene inutili"
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"Quello che ha fatto Mamdani è senza pensiero, dimenticare tutto quello che gli Italiani hanno fatto per questa città vuole dire tradire le radici stesse di New York". Risponde da New York Lidia Bastianich, cuoca e ristoratrice, da sempre vissuta a cavallo delle due culture, l'Italia da cui arriva (e lei, istriana di Pola, si sente italiana al quadrato) e l'America dove ha fatto fortuna, come suo figlio Joe, ristoratore a sua volta e volto televisivo. A lei la scelta del sindaco di New York di escludere inizialmente la Little Italy dalla mappa delle comunità straniere della città non va proprio giù. E quando si scalda, lo fa in inglese, nella "lingua del nemico"...

Lidia, che ha combinato Mamdani?

"Ma come ha fatto a dimenticare la comunità italiana di New York, che con il cibo, i treni, le fabbriche ha fatto la storia di questa città? E non parlo sono di Little Italy, a Manhattan. C'è anche una grande comunità italiana nel Bronx".

L'unica consolazione è che non ha trattato così solo noi...

"Certo, ha dimenticato i greci, gli ebrei di Brooklyn, gli irlandesi. Tutte le culture di base di New York, che evidentemente per lui sono inutili".

Non sarà anche colpa nostra? In fondo questa mappa era in una guida stampata per i Mondiali, e noi non ci siamo qualificati...

"Ma no, non c'entra. È proprio un approccio culturale, sembra che le nuove culture siano sempre più importanti di quelle più radicate".

Lui ha dato la colpa al suo predecessore...

"Questa è una furbata, la colpa è sua".

Magari una distrazione...

"Una distrazione, con una concentrazione di tre milioni di italiani di prima, seconda e terza generazione che vivono a New York? Ecco, non voglio credere che l'abbia fatto apposta. Diciamo che ha l'interesse a dare tutta l'attenzione ad altre comunità".

Tipo Little Palestine e Little Haiti. Ma Little Italy è ancora rappresentativa della comunità italiana?

"Certo, è cambiata parecchio nei decenni. Ormai molti italiani hanno fatto fortuna, sono influcenti e vivono in altre zone della città. E poi i cinesi di Chinatown si sono un po' allargati.

Ma lì è rimasta la nostaglia, i ristoranti italiani come Monte's i circoli come Tiro a Segno, la messa della domenica in italiano nella chiesa di Old St. Patrick dove c'è padre Luigi. Tutte cose che non si possono cancellare con una mappa che si vuole inclusiva".

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