Palmanova va a pezzi reclame alla Slovenia

La città fortificata sul litorale friulano è abbandonata: spot solo per Postumia

Palmanova va a pezzi reclame alla Slovenia

nostro inviato a Lignano S. (Ud)

Dovrebbe essere la stella del Friuli ma la sua luce è invisibile. Palmanova è intatta nella sua bellezza ma è un fantasma. Niente cartelli, niente segnalazioni, niente di niente. I turisti che prendono il sole sulle spiagge di Lignano e Grado non sanno che a pochi chilometri, e a mezz'ora di autostrada, c'è un gioiello strepitoso, la città fortificata con tre cinte murarie, due veneziane e una napoleonica, e la pianta, una stella seicentesca a nove punte, che è un capolavoro di architettura militare. L'attivissimo sindaco Pd Francesco Martines non si nasconde dietro formule diplomatiche: «Sul litorale fanno pubblicità a Venezia e alle Grotte di Postumia che sono in Slovenia. Se lei entra a Grado vede tutti quei cartelli che reclamizzano Postumia. E si scordano di Palmanova».

Le parole amare del primo cittadino trovano subito conferma nelle hall degli hotel di Lignano: «I nostri clienti vanno a Venezia e a Postumia. Qualcuno si spinge ad Aquileia, ma Palmanova è fuori dalle rotte». Martines, che con il suo vice Adriana Danielis le sta provando tutte per far conoscere la città nel mondo, ha inviato sul litorale 25mila depliant, distribuiti a pioggia negli alberghi e nelle pensioni: «Qui arrivano circa cinquantamila persone l'anno, ma potrebbero e dovrebbero essere molte, molte di più. Calcoli solo che sull'autostrada che sfiora Palmanova prima di raggiungere la barriera di Trieste, transitano annualmente più di dieci milioni di veicoli e poiché ogni mezzo porta in media almeno due persone stiamo parlando di oltre venti milioni di turisti potenziali».

Ma la realtà, in una giornata afosa di agosto, è un'altra. Palmanova è deserta. Pochi, pochissimi i visitatori, quasi intimiditi dalle dimensioni gigantesche della città. E, purtroppo, dal degrado dei monumenti. Caserme e polveriere, un pezzo di storia della Serenessima, riempiono l'orizzonte ma fanno male al cuore. Edifici abbandonati, finestre rotte, erbacce ovunque, tetti diroccati. Nel 2011 Martines si è inventato con la Protezione civile una pulizia straordinaria: quattromila volontari hanno tagliato radici e arbusti che stavano soffocando e spaccando le pietre, ormai abbandonate dopo la partenza dei militari più di vent'anni fa. Ora ci vorrebbero i soldi e una promozione adeguata. «Ho incontrato la presidente Serracchiani e il ministro Franceschini – riprende Martines – e ho chiesto un aiuto. Ci vorrebbero 50-60 milioni di euro, anche nell'arco di dieci anni, ma per ora non ho visto un centesimo. Noi da soli non ce la possiamo fare. Ma Palmanova è un monumento nazionale. Fosse in Germania o Francia sarebbe valorizzata a dovere».

Invece il museo militare è chiuso. E camminare sugli spalti è un esercizio di abilità. Più facile trascorrere un pomeriggio di svago fra le stalattiti e le stalagmiti di Postumia.

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