Un gruppo di persone riunite al parco Turro di Milano (foto) in un venerdì di giugno. Tutto normale, se non fosse che ormai quel parco è diventato una sorta di moschea a cielo aperto. Tappeti srotolati e canti a squarciagola, mentre dietro c'è la vita dei cittadini che prosegue. È da qualche settimana infatti che quella zona è stata scelta dagli uomini del Milan Muslim Center per la preghiera del venerdì. Tra lo sconforto di alcuni inquilini e il benestare di altri, a denunciare la situazione è la vicesegretaria della Lega, europarlamentare e consigliere comunale Silvia Sardone: "Fanno parte di un'associazione che per 12 anni ha pregato fuori da ogni regola in un sottoscala dentro un condominio nella vicina via Cavalcanti. Inoltre, pare abbiano anche comprato un grande capannone in via Merano, zona Viale Monza", spiega Sardone, sottolineando che si tratta di una zona "pregiata dal punto di vista immobiliare". Ciò che sconvolge la vicesegretaria è anche che dietro alla scelta della location sembra ci sia il benestare del Comune e del sindaco. "Quindi, Beppe Sala consente, non si sa per quale motivo, che una comunità preghi in un parco cittadino", chiosa la leghista. Ancora, Sardone si chiede chi finanzi queste persone, visto che nel quartiere "ci sono già tre moschee abusive e una regolarizzata". Secondo l'europarlamentare si tratta di segnali di "islamizzazione che preoccupano", soprattutto "a pochi giorni di distanza dalla processione dell'Ashura in Stazione Centrale con le donne recintate dietro un telo nero", spiega con un video sui suoi canali social. La conclusione di Sardone è sconsolata, perché "purtroppo, con la complicità della sinistra" il capoluogo lombardo sta diventando "un laboratorio di islamismo, con le moschee abusive che si moltiplicano".
La motivazione? Secondo la leghista il centrosinistra sta "sperando di ottenere in futuro i voti delle comunità musulmane". Per quanto riguarda la comunità musulmana, è per dimostrare che sono bravi a prendersi gli spazi.