L'estrema destra è scesa in piazza a Roma al grido di "Italia, nazione, remigrazione". Più di 10mila persone, alcune provenienti anche dall'estero, hanno attraversato il quartiere Prati per chiedere il rimpatrio degli immigrati.
"Dove sono gli antifascisti?" è stata la domanda più scandita dai partecipanti al corteo con un chiaro riferimento ai deputati di centrosinistra che mesi fa hanno occupato la sala dove avrebbero dovuto presentare la loro proposta di legge sulla remigrazione. "Da quel momento abbiamo superato le 150mila firme", dicono orgogliosi gli organizzatori del Comitato Remigrazione e Riconquista. Ma non solo. Le forze di centrosinistra, in questi giorni, avevano chiesto al sindaco e al prefetto di Roma di impedire lo svolgimento di manifestazioni "anticostituzionali". Ieri è arrivata la risposta degli organizzatori da via Cola di Rienzo: "Ci hanno provato. Spoiler? Non ci sono riusciti". La rabbia verso gli immigrati irregolari si fa sentire anche attraverso la sigla dell'anime giapponese Ken Il Guerriero e le canzoni di musica alternativa di destra che accompagnano la folla lungo tutto il tragitto. "Siete un fiume in piena. Secondo voi, questo fiume può essere arginato? È solo l'inizio, ragazzi", grida il militante che anima il corteo da un camioncino, mentre tutti sventolano il tricolore e inneggiano "Duce, Duce" per "far contenti i giornalisti", dicono. A sfilare in testa al corteo c'è anche Alessandra Verni, la mamma di Pamela Mastropietro, la ragazza romana uccisa nel 2018 a Macerata da alcuni immigrati. Verni spiega al Giornale di aver deciso di sfilare non per motivi politici, ma perché "uno dei carnefici di mia figlia, con un provvedimento di espulsione, è riuscito a fare tre Cassazioni con due avvocati di fiducia e vari consulenti. Chi c'è dietro tutto questo? Ci sono anche altri complici ancora fuori e tutto questo a discapito di noi cittadini".
Luca Marsella, portavoce di Casapound Italia e presidente del Comitato Remigrazione e Riconquista, dal palco in Piazza Risorgimento, ammonisce: "L'immigrazione non è solo un problema di sicurezza, ma di identità nazionale. È in atto una sostituzione del popolo italiano ed europeo e la soluzione non può essere importare qui nuovi italiani perché nuovi italiani non lo saranno mai". Marsella, poi, non ha risparmiato una frecciatina all'opposizione di centrosinistra: "Avs, il Pd, quelli che ci hanno impedito di presentare la nostra proposta in Parlamento non li abbiamo mai visti calcare il fango dei quartieri popolari". E aggiunge: "Il 13 giugno deve essere ricordato come il giorno della riconquista della nazione". Che questo sia il preambolo di una sua discesa in campo per le Politiche del 2027? "No, non mi candido. Siamo dalla parte del popolo e vogliamo solo che le nostre battaglie entrino in Parlamento", dice al Giornale Marsella. Il leader di CasaPound chiude anche le porte al generale Roberto Vannacci che ieri ha aperto l'assemblea nazionale del suo partito all'Auditorium della Conciliazione, a pochi metri di distanza da dove si è svolto il corteo: "Non crediamo in salvatori della patria". Tornare in Parlamento per depositare le firme della proposta di legge, però, resta un obiettivo. "Se non ci faranno entrare? Rimarremo lì e chiameremo l'assedio al Parlamento", dice Marsella parlando con i cronisti.
E, poi, aggiunge: "Chiamerò la gente lì fuori a mettere pressione per farci entrare, stando lì e gridando che dobbiamo entrare. Assaltando il Parlamento? No, nessuno assalterà il Parlamento, non l'ho detto". La manifestazione si è conclusa con il coro "Boia chi molla è il grido di battaglia" e il saluto fascista.