Il premier alle imprese: "Garantire la sicurezza" Anche Fiat e Ferrari rallentano la produzione

Dopo gli scioperi la promessa: linee guida e aiuti. Stop temporaneo a Melfi e Pomigliano

Un «vincolo morale», lo chiama il premier, quello di «garantire la massima sicurezza e protezione» a chi dovrà continuare a lavorare nell'Italia chiusa per Coronavirus.

Dopo la tensione e gli scioperi spontanei partiti in molte fabbriche e aziende ancora aperte, Giuseppe Conte ha convocato un vertice con le parti sociali, sindacati e rappresentanti datoriali, per affrontare l'emergenza nell'emergenza. In videoconferenza, si sono incontrati (virtualmente) i capi dei sindacati confederali Landini, Furlan, Barbagallo, Boccia e Panucci per Confindustria e poi Confapi e Confartigianato. Per il governo c'erano i ministri Gualtieri, Speranza, D'Incà, Catalfo e Patuanelli. Sul tavolo, un pacchetto di linee guida per i protocolli di sicurezza da adottare nelle fabbriche e ai quali le aziende si dovranno attenere, e richieste di misure tampone (come la cassa integrazione) per chi dovrà sospendere il lavoro. Il primo accordo raggiunto: le aziende non in grado di garantire adeguate misure di sicurezza sono autorizzate a chiudere e procedere alle operazioni di sanificazione. Nel frattempo i dipendenti potranno utilizzare la cassa integrazione. Entro il week end il Cdm dovrebbe varare le nuove norme.

Conte ha assicurato che la Protezione civile sta già «compiendo sforzi straordinari per distribuire gratuitamente a tutti i lavoratori, nei prossimi giorni, dispositivi di protezione individuale come guanti e mascherine». Chi sta lavorando, sottolinea, sta compiendo «un atto di responsabilità verso la comunità nazionale intera», dunque la sua sicurezza costituisce «un obbligo morale». Le linee guida messe a punto prevedono dotazione di mascherine (le nuove che arriveranno saranno divise tra sanitari e operai), distanza di sicurezza, nei reparti e in mensa, sanificazione degli ambienti e dotazione di gel disinfettanti.

«Nelle aziende a norma lavoreremo, in quelle che continueranno a fare resistenza proseguiremo gli scioperi», promette la segretaria Fiom Federica Re David. «Se un'azienda è in sicurezza, da martedì si può tornare a lavorare. Non bisogna fare un discorso ideologico», è il messaggio più pacato di Marco Bentivogli, FimCisl. Ora, dice il vicesegretario dem Andrea Orlando definendo «positivo» l'incontro, «bisogna dare corso a queste decisioni anche con la copertura finanziaria».

Intanto si levano le voci dei capi di aziende simbolo italiane: «Noi abbiamo messo in atto misure straordinarie per garantire a tutti le condizioni di lavoro più adatte alla situazione, senza perdere di vista la continuità aziendale - scrive ai dipendenti il Ceo della Ferrari, Louis Camilleri - Se sarà necessario fare di più lo faremo». La presenza dei lavoratori negli stabilimenti di Maranello e Modena è stata ridotta al minimo, mentre la restante parte lavora in remoto. Intanto Fca ha deciso di estendere a Melfi e Pomigliano la chiusura temporanea degli stabilimenti già decisa in altri siti. «Le mie priorità sono la salute e la sicurezza della famiglia Fca», dice l'ad Mike Manley. Fincantieri sospende l'attività da lunedì al 29 marzo. Stop fino al 25 marzo anche per Ducati e Automobili Lamborghini. Ferma tutti gli stabilimenti bergamaschi di Mapello, Curno e Stezzano la Brembo: il lavoro ripartirà tra una settimana, dopo la sanificazione.

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