«L’Italia va distrutta» è una delle frasi pronunciate nei video selfie deliranti registrati da Salim el Koudri, il giorno prima di scagliarsi con la sua macchina-ariete, seminando morte e terrore nel cuore di Modena. Non solo: fra l’autunno 2024 ed il marzo 2025 ha compiuto un viaggio in Europa, restando a lungo in Germania e a Londra, con la stessa automobile della strage. Il bilancio è di sette feriti, compresi due con gambe amputate e una vittima, Monica Esposito deceduta il 22 luglio dopo non avere mai ripreso conoscenza.
El Koudri, 31 anni, genitori di origine marocchina, nato a Bergamo, che viveva a Ravarino, nella provincia di Modena, aveva un disturbo della personalità, ma si era allontanato dalla cure psichiatriche. E si è auto esaltato su Internet. Una fonte del Giornale, al corrente delle indagini, conferma: «Qualche mese prima era andato a vedere in rete i filmati degli attacchi jihadisti con mezzi lanciati come arieti in mezzo alla folla per provocare più vittime possibili». Disagio mentale, frustrazione sociale e auto suggestione on line lo hanno portato a spazzare via persone innocenti come birilli, ma c’è qualcosa di più? Nelle 48 ore precedenti ha girato tre video in macchina e uno al buio a casa sua nella notte fra il 15 e 16 maggio. La lunghezza varia da circa dieci minuti a 4-5. Agitato, pronuncia frasi deliranti, come «l’Italia va distrutta» spiegando la motivazione: «Siamo schiavi degli americani». Si scaglia anche contro fantomatici poteri forti, i ricchi e gli ebrei. Non cita mai Gaza, ma parla «di tanta gente mutilata». In uno dei video utilizza un meme di Trump con un «bla, bla, bla» che gli esce dalla bocca, ovvero il presidente Usa dice cose inutili. Mescola espressioni di odio socio politico a frasi sconclusionate e richiami agli antichi romani, ma non fa mai riferimento alla frustrazione per il mancato lavoro come in precedenza per le mail scritte contro i cristiani. Nel 2021 in un messaggio di posta elettronica all’università di Modena, dove si era laureato in Economia aziendale, non trovando un impiego, lanciava le invettive «Bastardi cristiani» e «Voi e il vostro Gesù Cristo, io brucio».
Nei video, poche ore prima della strage, si scaglia anche contro il suo luogo di nascita nel bergamasco e fa riferimenti all’arte bellica senza sapere o volere spiegare le motivazioni.
In tutti i filmati non parla in italiano, che conosce bene, ma in inglese rivolgendosi ad una terza persona, un ipotetico «brother», fratello. Utilizza anche la forma abbreviata «bro» usuale fra le giovani generazioni, ma «fratello» viene usato pure fra i musulmani praticanti e dai jihadisti. «Al momento non è stata identificata alcuna figura reale riferita al fratello - spiega la fonte del Giornale - Si stanno facendo accertamenti su dei numeri di telefono trovati nel suo cellulare, ma sembrano collegati a video giochi e una app di partite a scacchi». Sistemi utilizzati spesso da criminali e pure dai terroristi per comunicare senza venire intercettati. I numeri sono dell’Inghilterra e oltreoceano.
A casa fra computer, tablet, telefonini, dischi di memoria gli è stata sequestrata anche una play station e sono stati trovati dei pin per le criptovalute. Non solo: El Koudri prima posta i video su Instagram, dove non aveva follower, e poi li cancella, ma restano sul cellulare. «Le frasi sono farneticanti - spiega un’altra fonte del Giornale che conosce il caso - Però ha utilizzato una metodologia tipica jihadista, anche se per ora non è saltato fuori uno specifico disegno di gruppi terroristici».
La tattica della strage è quella dei mille tagli lanciata da Abu Mohammed al Adnani, portavoce dell’Isis. E ripetuta in rete lo scorso anno: «Colpite ovunque gli ebrei e i cristiani () uccideteli con ogni mezzo: in macchina, con un coltello, con un’arma da fuoco o appiccando un incendio». L’anomalia è l’assenza di una rivendicazione, ma la trasmissione Fuori dal coro ha scoperto che il video della strage di Modena è stato commentato su canali jihadisti. «Non ho mai visto nessuno più coraggioso del monoteista - si legge in arabo - che compie da solo un’operazione nel cuore del territorio dei crociati».
Non è un caso che El Koudri sia andato a vedere in rete i filmati degli attacchi con la tattica dei mille tagli, che coinvolgevano mezzi ariete lanciati fra la folla a Berlino, Nizza, Barcellona, come ha fatto il 16 maggio a Modena.
L’auto killer ha ucciso Monica Esposito e schiacciato contro il muro una turista tedesca che ha perso entrambe le gambe. Una Citroen C 3 utilizzata da El Koudri per un viaggio di almeno cinque mesi, fra il 2024 ed il 2025, fermandosi a lungo in diverse città tedesche e poi a Londra. L’aspirante stragista avrebbe messo da parte un po’ di soldi per il tour europeo. Però sostiene che stava sempre in hotel e attaccato al computer, ma si sentiva appagato dal viaggio. Quando stava per finire i soldi è tornato in Italia girando per diverse città, apparentemente senza un programma preciso. Una delle fonti del Giornale sostiene che «dal viaggio non è emerso nulla di particolare, collegamenti strutturati o contatti con comunità islamiste», ma si sta approfondendo sui numeri di telefono anglosassoni.
El Koudri deve rispondere di strage, lesioni gravissime e omicidio volontario, ma nessuna aggravante di premeditazione e terrorismo. La pena prevista è l’ergastolo, ma il 2 ottobre si terrà l’udienza a porte chiuse davanti al Giudice per le indagini preliminari con la psichiatra nominata dalla Procura ed i legali delle parti, che presenterà gli esiti della perizia indicando se El Koudri è incapace di intendere e volere oppure no.
