Raduno fascista a Predappio: bufera sul servizio della Rai

Il Tg segue la commemorazione sulla tomba del Duce L'ad della tv di Stato Salini: «Profonda irritazione»

Raduno fascista a Predappio: bufera sul servizio della Rai

La manifestazione annuale per commemorare Mussolini al cimitero di Predappio, ovvero l'ultimo casus belli della battaglia politica che da qualche settimana è tornata a imperversare in Rai. Il tempismo è stato discutibile, da parte della Tgr-Emilia Romagna, che ha deciso, nell'edizione di domenica sera, di mandare in onda un servizio sul raduno dei nostalgici del fascismo, arrivati nella cittadina romagnola che ha dato i natali al Duce in occasione dell'anniversario della sua morte. Saluti romani, rito del «presente», tricolori, camicie nere e interviste ad alcuni presenti e alla nipote del dittatore Edda Negri Mussolini. Questi i contenuti del servizio che ha provocato l'ennesima polemica nei corridoi di Viale Mazzini.

Il polverone lo ha alzato, nel pomeriggio di ieri, il deputato del Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione Vigilanza Rai. «Al Tgr Emilia Romagna è andato in onda un servizio che nulla ha a che vedere con l'informazione - ha scritto su Facebook Anzaldi condividendo il video del pezzo - e molto con quella che è apparsa come una vera e propria apologia del fascismo». Puntuale l'attacco politico ai vertici del servizio pubblico, nominati dal governo Lega-M5s: «L'amministratore delegato Salini spieghi se questa è la nuova informazione Rai. Chi ha deciso di mettere in onda quel servizio? Chi non ha controllato? Il direttore Casarin sia chiamato a risponderne». Nel mirino, l'ad scelto in quota Cinque Stelle e il direttore della testata, considerato gradito ai leghisti.

Così, a stretto giro è arrivata una nota della direzione della Tgr, in cui sono riportate dichiarazioni del direttore Casarin che «si dissocia dal servizio relativo alla commemorazione di Benito Mussolini a Predappio e ne prende le distanze». Continua il comunicato: «I suoi contenuti (del servizio ndr) non corrispondono alla linea editoriale che, come ho illustrato alle 24 redazioni della Tgr, si basa sul principio di una informazione equilibrata, a garanzia di un contraddittorio in tutti i servizi, dalla politica alla cronaca». Quindi l'annuncio di ulteriori sviluppi della vicenda, confermato da una serie di indiscrezioni circolate nel pomeriggio di ieri: «D'intesa con l'azienda saranno effettuate le valutazioni del caso», ha concluso Casarin. Sarebbe stata già avviata la verifica interna da parte dell'ad Fabrizio Salini che s'è detto «profondamente irritato».

Si è dissociata dal servizio anche la stessa redazione della Tgr dell'Emilia Romagna. Il cdr ha spiegato: «la Rai Servizio Pubblico trova il suo fondamento nel contratto di servizio, che è strettamente ancorato alla Costituzione italiana, antifascista e antirazzista. Pertanto non è ammissibile qualunque servizio che esca da questa cornice o, peggio, una assurda presunta par condicio tra neofascismo e antifascismo». I giornalisti della sede Rai bolognese infine hanno specificato che la messa in onda del servizio «è stata decisa dal caporedattore».

Critico il presidente della Commissione Vigilanza Rai Alberto Barachini, di Forza Italia. «Diritto di cronaca, pluralismo e libertà che devono caratterizzare il servizio pubblico non si possono tradurre in maldestri tentativi di diffondere un racconto nostalgico del periodo fascista». Mentre Massimiliano Capitanio della Lega, segretario in Commissione Vigilanza, blinda il direttore Casarin: «Le richiese di dimissioni da parte del Pd sono insensate e maldestre quanto il servizio mandato in onda dalla Tgr Emilia Romagna».

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