"È un riformatore coraggioso". ​Nuovo assist degli Usa a Renzi

Kerry tesse le lodi di Renzi: "È un leader vigoroso e guida l'Italia sulla strada giusta". È l'ennesimo assist dell'amministrazione Obama

"È un riformatore coraggioso". ​Nuovo assist degli Usa a Renzi

Un "riformatore coraggioso" che sta guidando con decisione l'Italia nella "giusta direzione". Con queste parole John Kerry ha presentato al pubblico di New York Matteo Renzi in quello che è l'ennesimo assist degli Stati Uniti al premier italiano alle prese con la riforma costituzionale e l'emergenza immigrazione. Il segretario di Stato americano lo fa con più diplomazia rispetto all'ambasciatore John Phillips che aveva pubblicamente invitato gli italiani a votare "sì" al referendum. Ma l'obiettivo è lo stesso.

L'amministrazione Obama fa il tifo (sfegatato) per Renzi. In una serata organizzata al Museo di storia naturale della metropoli, dove ha ricevuto il premio Global Citizen Award del think thank Atlantic Council, il premier italiano ha, infatti, incassato un elogio dopo l'altro dal capo della diplomazia americana. Un'ottima ma attesa premessa in vista del suo ritorno alla Casa Bianca. Là il prossimo 18 ottobre il presidente uscente Barack Obama tornerà ad accoglierlo con tanto di cena di stato. "In America - ha detto Kerry - siamo felici di vedere che l'Italia è guidata con coraggio, nella giusta direzione e nel pieno sostegno dei legami transoceanici". Un'Italia che con gli Stati Uniti "ha avuto e sempre avrà legami straordinari", legami "profondi e stretti" che sono "cementati da valori condivisi, dai contatti tra le persone e, sì, anche da cibo delizioso e qualche volta pure da un bicchiere di vino".

"Per il nostro Paese - ha replicato Renzi - gli Stati Uniti non sono solo il migliore alleato ma anche un amico". Le espressioni di apprezzamento di Kerry per Renzi sono state incalzanti. Per il segretario di Stato, è "un leader europeo sempre più importante", un "high-energy guy" ossia un ragazzo di grande energia con"una forza unica e dinamica". Kerry non ha nascosto di apprezzare "il rispetto e la comprensione eccezionali" delle sfide globali dimostrate da Renzi, dall'Ucraina alla Siria passando per l'Iraq, il terrorismo, il cambiamento climatico e la Libia, dove con "la diplomazia che guarda avanti" di Renzi "si è venuta a creare una nuova speranza, i terroristi di Daesh sono stati spinti indietro e un nuovo governo sta diventando credibile giorno dopo giorno".

Renzi ha portato a casa le lodi di Kerry anche sulla gestione della crisi dei migranti. "L'Italia ha mostrato come gestire efficacemente e umanamente la crisi dei rifugiati - ha detto - dovremmo ricordarci che lo spostamento di rifugiati e migranti non è solo una narrativa della disperazione, non si tratta solo di persone che sono state obbligate a fuggire dalle loro case.

Può essere anche la storia, in molti casi, di criminali, di trafficanti di esseri umani che riempiono barconi di persone di cui prendono i soldi senza interessarsi se vivranno o moriranno". Kerry non ha mancato di ricordare che "negli ultimi tre anni l'Italia ha aiutato oltre 450.000 migranti in pericolo a raggiungere la costa al sicuro".

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